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Il 45enne, indicato come l’armiere del boss Pantaleone Mancuso “l’Ingegnere”, è coinvolto pure nell’operazione “Mediterraneo” contro il clan Molè di Gioia Tauro

Cronaca

La Corte d’Appello di Catanzaro ha mandato agli arresti domiciliari Domenic Signoretta, 45 anni, di Ionadi – avvocati Francesco Sabatino e Valerio Spigarelli ­- che si trovava detenuto nel carcere di Ancona dopo essere stato condannato in primoe secondo grado a 7 anni di reclusione per la detenzione di un ingente quantitativo di armi. Per l’accusa, Domenic Signoretta è “l’armiere” del boss Pantaleone Mancuso, detto “l’ingegnere”. Su sul conto hanno reso dichiarazioni accusatorie i collaboratori di giustizia Arcangelo Furfaro del clan Molè - che ha diviso con Signoretta un appartamento a Roma -, Andrea Mantella e Raffaele Moscato. 

Il 13 novembre 2017, Domenic Signoretta è stato anche condannato a 12 anni di reclusione dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria in quanto ritenuto responsabile - nell'ambito dell'operazione "Mediterraneo" - di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con il clan Molè di Gioia Tauro. La Cassazione ha però annullato con rinvio con riferimento all’aggravante dell’agevolazione del clan mafioso dei Molè e sarà pertanto necessario un nuovo processo di secondo grado. Per tale vicenda aveva già ottenuto la detenzione domiciliare. 

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‘Ndrangheta: condannato l’armiere del boss Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere”

 

Lacnews24.it
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