Corruzione: chiesto il rinvio a giudizio per imprenditrice di Ricadi

La Procura di Catanzaro chiede il processo anche per un ex dirigente della Regione Calabria ed altri due indagati

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La Procura di Catanzaro con il pm Graziella Viscomi ha chiesto al gup, Paola Ciriaco, il rinvio a giudizio nei confronti dell’ex responsabile dell’anti-corruzione della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo, di 58 anni, ora in servizio al Dipartimento Turismo, beni culturali e spettacolo, e dell’imprenditrice turistica di Ricadi Laura Miceli, 68 anni, indagate entrambe per corruzione e falsità ideologica. La richiesta interessa anche altre due persone, ovvero il componente della commissione incaricata alla vigilanza in relazione al “Finanziamento di Piani di investimenti produttivi” Antonio Tolomeo, 40 anni, ingegnere con studio a Catanzaro, e Deborah Valente, residente a Tropea, 50 anni. 

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Al centro dell’inchiesta la società Baia d’Ercole con sede a Ricadi, di proprietà di Laura Miceli, titolare dell’omonimo villaggio “Baia d’Ercole” sito a Santa Maria di Ricadi. Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura, contestano alla dirigente regionale di aver comunicato all’imprenditrice Laura Miceli informazioni non ancora divulgate riferite a bandi non pubblicati, fornendo anche consulenze. La Rizzo, anche in incontri informali appositamente organizzati, avrebbe quindi prospettato alla Miceli l’evoluzione delle istruttorie di pubblicazione ed i contenuti di bandi regionali finanziati da fondi comunitari destinati al supporto del settore turistico-alberghiero. In cambio avrebbe beneficiato di soggiorni vacanze e casse di vino. A febbraio un provvedimento interdittivo ha interessato la società 2Baia d’Ercole” e l’ingegnere Tolomeo.    LEGGI ANCHE: Corruzione: interdizione per villaggio turistico di Ricadi

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