Tentata estorsione ai pescatori, Fortuna lascia il carcere

Il 25enne di Vibo Marina passa agli arresti domiciliari. E’ stato condannato in primo e secondo grado

Il 25enne di Vibo Marina passa agli arresti domiciliari. E’ stato condannato in primo e secondo grado

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Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Francesco Fortuna, 25 anni, di Vibo Marina, condannato il 12 febbraio scorso a 3 anni e 5 mesi in appello per tentata estorsione e lesioni, reati aggravati dalle modalità mafiose e commessi ai danni di alcuni pescatori. Il Tribunale del Riesame, in accoglimento di un’istanza dell’avvocato Giovanni Vecchio, ha riconosciuto l’affievolimento delle esigenze cautelari ed ha concesso la detenzione domiciliare in luogo di quella in carcere. Secondo le indagini della Squadra Mobile di Vibo Valentia, con il coordinamento della Dda di Catanzaro, il 13 giugno 2015 due persone avrebbero partecipato – armate di bastoni – all’aggressione nei confronti di due pescatori. Le condotte di violenza e minaccia in danno delle persone offese (i fratelli Gambardella) sarebbero avvenute all’interno del porto di Vibo Marina al fine di costringerle, con metodo mafioso, a consegnare una quantità di pescato con tonni da trenta chili.

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Francesco Fortuna è anche coinvolto nell’inchiesta “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, ma Il Tribunale del Riesame ha annullato nei suoi confronti l’ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto emessa dal un giudice non competente (era minorenne all’epoca del reato contestato).             LEGGI ANCHE: ‘Ndrangheta: operazione Rimpiazzo, altre cinque scarcerazioni fra i Piscopisani

Tentata estorsione ai pescatori di Vibo Marina, due condanne in Appello