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Gli interessi dei Piscopisani a Milano e poi nel settore della pubblicità a Vibo con i suggerimenti a Nazzareno Galati su spot e collaborazioni

In foto Rosario Fiorillo e Nazzareno Galati
Cronaca

Aprono filoni investigativi importanti le indagini su Rosario Fiorillo, 30 anni, detto “Pulcino”, ritenuto ai vertici del clan dei Piscopisani ed arrestato nella recente operazione antimafia denominata “Rimpiazzo”. Condannato lo scorso anno in primo grado all’ergastolo per l’omicidio del boss di Stefanaconi Fortunato Patania (commesso nel settembre del 2011), Rosario Fiorillo con decreto del 9 febbraio 2011, emesso dal Tribunale di Vibo e notificato in data 10 giugno 2011, veniva sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel Comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Tuttavia, Fiorillo si sarebbe dimostrato insofferente a tali  imposizioni, violando la sorveglianza speciale e costringendo il gip del Tribunale di Pisa ad emettere nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Rosario Fiorillo per ingannare la polizia giudiziaria che eseguiva i controlli in Toscana si sarebbe quindi fatto aiutare dal cugino (all’epoca minorenne) Giovanni Zuliani il quale avrebbe sostituito lo stesso Fiorillo nell’abitazione di quest'ultimo ogni volta che “Pulcino” si allontanava. In tal modo era Giovanni Zuliani, e non Rosario Fiorillo, a ricevere nella residenza di Pisa i controlli della polizia finalizzati al controllo dell'osservanza delle prescrizioni della misura di prevenzione. Polizia giudiziaria che veniva così indotta in errore in ordine alla identità personale di Giovanni Zuliani. Il raggiro veniva poi attuato mediante l’utilizzo di una carta di identità rilasciata dal Comune di Vibo Valentia in data 14 dicembre 2010, documento falso in quanto apparentemente rilasciato a Rosario Fiorillo, nato a Vibo Valentia il 27 agosto 1989, ma riportante la foto di Giovanni Zuliani. In questo modo alle forze dell’ordine di Pisa - prive di specifiche e personali conoscenze circa i reali tratti somatici di Fiorillo - che provvedevano ai controlli, risultava il positivo riscontro in ordine alla presenza di Fiorillo nell’abitazione pisana tramite il confronto del soggetto lì presente, cioè Giovanni Zuliani. Rosario Fiorillo avrebbe poi escogitato un altro stratagemma per celare il proprio allontanamento dal Comune di San Giuliano Terme. Ad ogni controllo che subiva all’esterno della provincia di Pisa, Rosario Fiorillo avrebbe mostrato altra carta di identità del Comune di Vibo rilasciata Domenico Fortuna, nato a Vibo il 5 gennaio 1989, lasciando così falsamente intendere alle forze dell’ordine di essere Domenico Fortuna. L’11 marzo del 2012, quindi – nel pieno della guerra di mafia contro il clan Patania di Stefanaconi – Rosario Fiorillo si trovava a Piscopio ed a Vibo Marina. Dalle indagini emerge che per evitare venisse scoperto dalle forze dell’ordine si era nascosto nel bagagliaio di un’auto di Annarita Tavella (all’epoca dipendente dell’American Bar di Vibo e quindi dipendente di Giovanni Battaglia), con Raffaella Mantella (sorella di Andrea Mantella e compagna di Francesco Scrugli) a fare da staffetta con altra auto lungo il percorso. 

Nel novembre del 2014, invece, Rosario Fiorillo aveva stabilito la sua residenza a Milano “per ampliare i suoi affari nel capoluogo lombardo – scrive la polizia – che è prossima ad ospitare l’evento internazionale Expo 2015 e con l’ausilio del suo sodale Nazzareno Galati si fa inviare documenti ed altro materiale dalla Calabria ed in particolare si segnala la vicenda di una busta per la quale mette in campo tutta una serie di accorgimenti”. Dalle intercettazioni, ad avviso della polizia, emerge che “Nazzareno Galati continua a mantenere un ruolo importante in seno all’organizzazione criminale e segue le attività del gruppo prendendo le direttive direttamente da uno degli organizzatori dello stesso, Rosario Fiorillo, il quale ha stabilito la sua base operativa a Milano”. Siamo nel gennaio del 2015 e per la Squadra Mobile di Vibo Valentia, impegnata nelle indagini, particolare interesse “hanno le conversazioni relative alla vicenda che riguarda l’installazione di un cartellone pubblicitario digitale elettronico. Alto è infatti l’interesse del gruppo – scrive la polizia – nel settore pubblicitario nel quale stanno cercando di espandersi con l’installazione del predetto cartellone digitale. In particolare, Rosario Fiorillo dà le indicazioni a Nazzareno Galati sul comportamento da tenere con i vari rappresentanti del settore, ipotizzando un interscambio di spazi pubblicitari”. E’ in tale contesto, quindi, che la polizia ascoltando i dialoghi fra Rosario Fiorillo e Nazzareno Galati apprende che quest’ultimo ha fatto dei versamenti e di aver avuto risposta positiva all’installazione dell’impianto pubblicitario sia “dall’Urbanistica del Comune di Vibo che dai vigili e che sono i primi a fare una cosa del genere”. Seguendo a parlare dello schermo pubblicitario digitale Nazzareno Galati illustra a Rosario Fiorillo i prezzi per gli spot con quest’ultimo che consiglia il primo “ad andare a parlare anche con quel ragazzo che fa la pubblicità con la radio Onda Verde e Nazzareno -annota la polizia - risponde: con Francioso”. E’ a questo punto che Rosario Fiorillo consiglia a Nazzareno Galati “di mettersi in collaborazione con Francioso così da poter offrire la pubblicità anche su radio Onda Verde perchè anche lui, Francioso, quando offre la pubblicità, offre la possibilità – spiega Fiorillo – di mettere la sua pubblicità sullo schermo”. 

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