Armi e resistenza ai carabinieri: confermato l’arresto di Prostamo

E’ stato fermato martedì dai militari dell’Arma dopo una perquisizione domiciliare 

E’ stato fermato martedì dai militari dell’Arma dopo una perquisizione domiciliare 

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Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, ha convalidato l’arresto di Giuseppe Prostamo, 30 anni, di San Giovanni di Mileto. Detenzione illegale di armi e resistenza a pubblico ufficiale i reati contestati. In particolare, nel corso di una perquisizione, nell’abitazione di Giuseppe Prostamo i militari dell’Arma hanno trovato una pistola calibro 7,65 ritenuta nella disponibilità del giovane. Trovato anche un caricatore nascosto in un cespuglio e due cartucce del medesimo calibro già inserite nel caricatore. Dopo la scoperta, il 30enne ha opposto resistenza ai carabinieri non volendo saperne di seguirli in caserma, insultando i militari dell’Arma minacciati anche con un coltello. Danneggiata anche l’auto degli stessi carabinieri. Pure in caserma avrebbe insultato i militari dell’Arma mantenendo un contegno violento, rendendo così difficoltoso l’esame dello stub e tirando calci ai carabinieri per impedire il foto segnalamento. Alla fine, però, vinta ogni resistenza, è stato condotto nei locali della Compagnia di Vibo Valentia dove, al termine delle formalità di rito, è stato dichiarato in stato di arresto e tradotto in carcere. E’ difeso dall’avvocato Giuseppe Grande. Giuseppe Prostamo è figlio di Rocco Prostamo, quest’ultimo fratello dei boss Giuseppe Prostamo (ucciso a San Costantino Calabro il 4 giugno 2011) e Nazzareno Prostamo (condannato all’ergastolo per l’omicidio di Pietro Cosimo consumato a Catanzaro nel 1990). L’ arrestato è noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti. Giuseppe Prostamo è attualmente indagato a piede libero, insieme al fratello Antonio, anche per la scomparsa di Francesco Vangeli, il 26enne di Scaliti di Filandari scomparso il 9 ottobre dello scorso anno.

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