‘Ndrangheta: “Conquista”, lasciano il carcere Nicola Bonavota e Onofrio Barbieri

In primo grado sono stati condannati all’ergastolo. Contestati gli omicidi di Raffaele Cracolici e Domenico Di Leo

In primo grado sono stati condannati all’ergastolo. Contestati gli omicidi di Raffaele Cracolici e Domenico Di Leo

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Lasciano il carcere per gli arresti domiciliari Nicola Bonavota, 42 anni, e Onofrio Barbieri, 39 anni, di Sant’Onofrio, condannati in primo grado all’ergastolo nell’ambito dell’operazione “Conquista”. In particolare, Nicola Bonavota e Onofrio Barbieri sono stati ritenuti colpevoli dell’omicidio di Domenico Di Leo, alias “Micu Catalanu”, ucciso a Sant’Onofrio in via Tre Croci il 12 luglio 2014.  Per l’omicidio di Di Leo sono chiamati a rispondere: Domenico Bonavota, Pasquale Bonavota, Nicola Bonavota, Onofrio Barbieri e Andrea Mantella. Domenico Di Leo, detto “Micu i Catalanu”, era ritenuto dagli inquirenti un componente dello stesso clan Bonavota con il ruolo di “braccio armato”. Entrato in contrasto con i figli del defunto boss Vincenzo Bonavota, è stato attinto da diversi colpi d’arma da fuoco (Kalashnikov e fucile a pompa), tanto che sul posto sono stati rinvenuti i bossoli di oltre 45 colpi.

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L’altro fatto di sangue per il quale Nicola Bonavota Onofrio Barbieri sono stati condannati è l’omicidio di Raffaele Cracolici, boss di Maierato, per il quale sono chiamati a rispondere: Pasquale Bonavota, Nicola Bonavota, Francesco Fortuna, Onofrio Barbieri ed Andrea Mantella, mentre Domenico Bonavota, Francesco Michienzi e Vincenzino Fruci per tale fatto di sangue sono stati già giudicati ed assolti in via definitiva nell’operazione antimafia denominata “Uova del drago”. Raffaele Cracolici, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stato eliminato dal clan Bonavota per sgomberare il campo da uno scomodo rivale sull’area industriale di Maierato. Per Nicola Bonavota il Tribunale del Riesame ha accolto l’appello degli avvocati Tiziana Barillaro e Nicola Cantafora avverso il rigetto della richiesta del gip distrettuale Saccà. La Cassazione, inoltre, per Nicola Bonavota – sempre in accoglimento dei rilievi dei difensori – ha annullato con rinvio l’originaria ordinanza di custodia cautelare in carcere. Per Onofrio Barbieri, invece, il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto l’appello degli avvocati Sergio Rotundo e Salvatore Staiano. Entrambi sono stati condotti nelle rispettive abitazioni con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

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