Modifiche allo statuto, la Fondazione Cuore immacolato rigetta l’ultimatum del vescovo

Respinto al mittente l’ultimo appello del presule sulle variazioni al documento che regola i rapporti tra l'ente voluto da Natuzza e la diocesi. Si va verso la revoca del decreto di religione e culto 

Respinto al mittente l’ultimo appello del presule sulle variazioni al documento che regola i rapporti tra l'ente voluto da Natuzza e la diocesi. Si va verso la revoca del decreto di religione e culto 

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«Il Consiglio d’amministrazione della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, riunitosi in data 27 giugno 2019 per discutere dell’ultima proposta di Sua eccellenza monsignor Luigi Renzo, ha deliberato di non poter adottare soluzioni che snaturino l’identità della Fondazione e contrastino con i suoi scopi umanitari. Conseguentemente ha deciso di dare ampia comunicazione alle Autorità competenti, Ecclesiastiche e Civili, delle vicende che hanno caratterizzato gli ultimi anni della vita della Fondazione». Questo il laconico e stringato comunicato con cui l’Ente morale di Paravati ha rispedito al mittente la recente proposta del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea,  di aver assegnata, «per nome e per conto della diocesi di cui sono legale rappresentante»,  in comodato d’uso gratuito «per la durata di 99 anni tacitamente rinnovabili la Chiesa “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” sita in Paravati di Mileto». A questo punto si attende la risposta del presule, il quale nella lettera aperta dei giorni scorsi, «concordata col cardinale Beniamino Stella della Congregazione del Clero e con l’Ufficio Giuridico della Cei nella speranza di uscire dal tunnel», si dava il 30 giugno come termine ultimo per dirimere la questione pena la definitiva revoca del decreto di religione e di culto. La lunga telenovela, con sullo sfondo le mancate riforme statutarie richieste a suo tempo da monsignor Renzo, si prolunga ormai da oltre tre anni, e a questo punto rischia di provocare ulteriori clamorosi strascichi, anche in virtù di quel che fanno preludere le frasi finali dell’odierno comunicato della Fondazione sorta anni fa su input di Natuzza Evolo per la realizzazione della Villa della Gioia.

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