Bilanci in rosso e la scure del ministero: la Vibo Sviluppo va in liquidazione

Assemblea generale dei soci che mettono la parola fine alla società che aveva il compito di curare gli investimenti per la realizzazione di alcune opere pubbliche in provincia. Individuato anche l’ente successore per i Patti territoriali

Assemblea generale dei soci che mettono la parola fine alla società che aveva il compito di curare gli investimenti per la realizzazione di alcune opere pubbliche in provincia. Individuato anche l’ente successore per i Patti territoriali

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La situazione economico-finanziaria ormai irrimediabilmente compromessa ha portato i soci a deliberare per la messa in liquidazione della Vibo Sviluppo Spa. La società, che era ente attuatore di tre patti territoriali (opere pubbliche da realizzare sul territorio vibonese, per le quali aveva gestito il flusso di finanziamenti ministeriali), è arrivata dunque al capolinea. La decisione di mettere fine alle sue attività è giunta nel corso dell’assemblea generale di venerdì, tenutasi nella sala consiliare della Provincia alla presenza, tra gli altri, di alcuni partner istituzionali come la Provincia stessa e la Camera di commercio, oltre a numerosi azionisti presenti in proprio e per delega, ed all’unico sindaco del Vibonese, Massimo Trimmeliti di Filogaso. Assente l’amministratore delegato dimissionario, Pietro Giamborino, l’assemblea è stata presieduta dal presidente Pasquale Barbuto. Presenti anche i membri del collegio sindacale Giuseppe Macrì e Francesco La Bella.

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Barbuto ha comunicato che la società ha avviato un’azione di risarcimento danni nei confronti del ministero, azione curata dagli avvocati Manduca e Colaci. Dopo aver preso atto delle dimissioni di Giamborino, l’assemblea ha appreso sempre da Barbuto dell’esito della riunione del partenariato istituzionale, che all’unanimità ha deciso che a subentrare alla Vibo Sviluppo come ente attuatore dei tre Patti territoriali sarà la Provincia di Vibo Valentia. Quanto alle note dolenti, il presidente ha ricordato che la chiusura in perdita dei bilanci 2016, 2017 e 2018 sarebbe dovuta essenzialmente alla revoca da parte del ministero dei finanziamenti concessi in precedenza, per i quali erano stati presentati i ricorsi. Il bilancio 2018, in particolare, si è chiuso con una perdita di un milione e 128mila euro. Per nulla tenero il delegato di Confindustria Antonio Gagliardi, che ha fatto presente alcune inadempienze, a suo dire, del presidente e del collegio sindacale, come la presentazione in ritardo degli ultimi tre bilanci. Altri dubbi sulle poste inserite in bilancio sono stati avanzati dal presidente della Provincia Salvatore Solano. I bilanci “incriminati”, ad ogni modo, sono stati alla fine approvati all’unanimità, registrando le perdite. E così l’assemblea, non intendendo ricostituire il capitale eroso, ha deliberato all’unanimità la liquidazione della Vibo Sviluppo, che dovrà avvenire in assemblea straordinaria entro il 25 luglio prossimo negli uffici del notaio Antonio Vinci

In un’ora e mezza circa è stata scritta la parola fine su una società che – evidentemente – non ha risposto come doveva alle aspettative di investimenti e sviluppo del territorio vibonese.

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