Vibo Sviluppo, si cerca un nuovo soggetto attuatore per 8 milioni di opere pubbliche

La società di gestione dei Patti territoriali ha convocato una riunione del Partenariato istituzionale, economico e sociale nell’obiettivo di non disperdere i fondi. Sugli amministratori pende un’accusa di peculato 

La società di gestione dei Patti territoriali ha convocato una riunione del Partenariato istituzionale, economico e sociale nell’obiettivo di non disperdere i fondi. Sugli amministratori pende un’accusa di peculato 

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La Vibo Sviluppo ha convocato, per la giornata di domani venerdì 28 giugno, una riunione del Partenariato istituzionale, economico e sociale con l’obiettivo di rappresentare lo stato di attuazione dei Patti territoriali di Vibo Valentia gestiti dalla società nonchè i rapporti con il ministero dello Sviluppo economico (gravati da un contenzioso in corso che, come spiega il presidente Pasquale Barbuto, «crea gravi ripercussioni sulla situazione economico-finanziaria e patrimoniale della società») e l’apertura di una discussione sull’eventuale individuazione di un Ente pubblico che possa subentrare alla Vibo Sviluppo, stante l’infinito contenzioso con il ministero, nel prosieguo delle attività di soggetto responsabile dei tre Patti territoriali di Vibo Valentia. I rappresentanti del partenariato saranno infatti chiamati a trovare una soluzione al fine di scongiurare il rischio di perdere ingenti finanziamenti che ammontano a circa 8 milioni di euro destinati a progetti pubblici proposti dalla Vibo Sviluppo, nonché le nuove opportunità di sviluppo previste dall’art. 28 del Decreto crescita, che rilancia le esperienze dei Patti territoriali. «Nell’interesse pubblico superiore – afferma infine il presidente Barbuto – a costo di qualsiasi sacrificio, la priorità assoluta è quella di non far perdere al territorio risorse finanziarie disponibili per progetti già positivamente istruiti e cantierabili». 

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Sulla società attuatrice dei patti territoriali della provincia di Vibo Valentia grava, ricordiamo, la sentenza del Consiglio di Stato n. 7016 del 15 dicembre 2018, che ha sancito l’illegittimità dell’assegnazione di risorse da parte del ministero dello Sviluppo economico. L’agenzia di sviluppo è chiamata a restituire l’importo di 1.631.728,64 euro erogato nel 2011 a copertura dei costi di gestione e successivamente revocato. Una riscossione coattiva, quella che si profila all’orizzonte, che di fatto prefigura la liquidazione della Vibo Sviluppo e mette a repentaglio il completamento di nuove opere pubbliche che si cerca ora di salvaguardare attraverso l’individuazione di un nuovo soggetto attuatore. Sugli amministratori della società, poi, pende l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con l’accusa di peculato formulata a carico di Pietro Giamborino, 62 anni, di Piscopio, dal 2016 amministratore delegato della società Vibo Sviluppo e già consigliere regionale con la Margherita e poi esponente di primo piano del Pd calabrese (recentemente dimessosi dall’incarico); dello stesso presidente del Consiglio d’amministrazione Pasquale Barbuto, 58 anni, di Vibo Valentia; di Maria Angela De Grano, 49 anni, di Vibo Valentia, amministratore delegato pro tempore dal marzo 2012 al 30 aprile 2016. La tesi della Procura è che il finanziamento parzialmente revocato dal Ministero per la somma di oltre 1,6 milioni di euro sia stata trattenuta indebitamente da Vibo Sviluppo nonostante i giudici amministrativi di primo e secondo grado abbiano dato torto alla società e ragione al ministero.

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