Omicidio Timpano a Nicotera Marina, condanna a 30 anni per l’imputato – Video

Sentenza in abbreviato a Vibo Valentia. Il delitto il 12 agosto dello scorso anno in spiaggia all’interno di un lido

Sentenza in abbreviato a Vibo Valentia. Il delitto il 12 agosto dello scorso anno in spiaggia all’interno di un lido

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

E’ stato condannato a 30 anni di reclusione Giuseppe Olivieri, 36enne di Nicotera, reo confesso dell’omicidio di Francesco Timpano, 45 anni, di Limbadi, freddato sulla spiaggia di Nicotera Marina il 12 agosto dello scorso anno davanti agli occhi della moglie e di diversi bagnanti. Il pm della Procura di Vibo Valentia, Luca Ciro Lotoro aveva chiesto al gup, Giulio De Gregorio, la condanna alla pena dell’ergastolo. L’imputato è difeso dall’avvocato Francesco Schimio. Il processo si è svolto con rito abbreviato che ha permesso all’imputato di avere uno sconto di pena pari ad un terzo.

Informazione pubblicitaria

Il delitto è stato compiuto al lido “Il Gabbiano” e Giuseppe Olivieri subito dopo l’arresto ha rivelato ai carabinieri di aver agito poiché mosso dal timore di finire a sua volta ucciso. La vittima – Francesco Timpano – era tra le persone che Francesco “Ciko” Olivieri, fratello di Giuseppe, aveva intenzione di uccidere nel suo folle raid compiuto a maggio dello scorso anno tra Nicotera e Limbadi. Parte civile nel processo si è costituita la moglie di Francesco Timpano. Giuseppe Olivieri era accusato di omicidio volontario e premeditato, porto e detenzione di illegale di arma da fuoco. Il fatto di sangue era avvenuto in pieno giorno sotto gli occhi della moglie della vittima e davanti a numerosi bagnanti. L’auto di Giuseppe Olivieri era stata trovata dai carabinieri della Compagnia di Tropea, abbandonata a Lampazzone, una frazione del comune di Ricadi. Una vendetta sarebbe alla base dei fatti di sangue. Giuseppe Olivieri è finito anche – prima del fatto di sangue – nell’operazione antidroga denominata “Giardini segreti”, accusato dal nuovo collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, rampollo dell’omonimo clan della ‘ndrangheta.