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Il Tribunale di Vibo Valentia assolve invece i componenti della famiglia Vinci-Stabene

Cronaca

Un anno di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, per il reato di atti persecutori. Non doversi procedere per il reato di minaccia in quanto l’imputata è stata già giudicata dal giudice di pace nel 2017. Assoluzione perché il fatto non sussiste per altro capo di imputazione relativo al reato di atti persecutori nei confronti di Giuseppe Stabene. Questa la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Chiara Sapia, nei confronti di Rosalba Pulitano, 61 anni, di Pizzo Calabro, ritenuta responsabile di atti persecutori nei confronti dei vicini di casa Antonia Stabene, Francesco Stabene e Giuseppina Vinci, assistiti l’avvocato Lucio Aragona e parti civili nel processo. Allo stesso tempo, il Tribunale ha assolto perché il fatto non sussiste Francesco Stabene, 78 anni, Antonia Stabene, 71 anni, e Giuseppe Stabene, 38 anni, anche loro di Pizzo, accusati di aver minacciato di morte Rosalba Pulitano. Quest’ultima è stata anche condannata al risarcimento dei danni subiti dalle costituite parti civili Giuseppina Vinci, Francesco Stabene e Antonia Stabene, oltre alla rifusione delle spese di costituzione e difesa. Il Tribunale ha anche applicato a Rosalba Pulitano (difesa dall’avvocato Giuseppe Di Renzo) la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno. Gli atti persecutori (stalking) sarebbero stati posti in essere contro i vicini di casa in un arco temporale che va dal settembre 2012 ad aprile 2013. Diverse le ingiurie, le minacce, i danneggiamenti alle auto e gli insulti contestati a Rosalba Pulitano.

Condannata il 18 giugno 2014 insieme al figlio Francesco Cupone a 5 anni di reclusione per il tentato omicidio di Antonia Stabene, ferita il 5 febbraio del 2009 con un corpo contundente sotto la sua abitazione a Pizzo, per Rosalba Pulitano ed il figlio il 27 novembre dello scorso anno la Corte d’Appello di Catanzaro ha dichiarato l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione dopo la derubricazione del reato di tentato omicidio in lesioni. Antonia Stabene, nell’immediatezza dei fatti era stata trasportata d'urgenza all'ospedale di Vibo dove gli era stato riscontrato un trauma cranico e ferite in diverse parti del corpo. Secondo l’accusa, l'aggressione sarebbe maturata in seguito all'omicidio di Maurizio Cupone, marito della Pulitano, vicenda per la quale è stato già condannato in altro processo Giorgio Stabene, nipote di Antonia Stabene. L'aggressione ai danni di quest’ultima per gli inquirenti rappresenterebbe l’ultimo "capitolo" di una serie continua di liti tra le due famiglie vicine di casa che ha avuto come tragico epilogo la morte di Maurizio Cupone, aggredito il 15 gennaio 2010 con un mattarello da cucina che gli provocò lo sfondamento del cranio e poi il decesso avvenuto il 25 gennaio 2010 all'ospedale "Pugliese" di Catanzaro. 

 

Lacnews24.it
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