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Il gip non accoglie la richiesta di archiviazione per diversi indagati. Ipotizzati anche i reati di estorsione e truffa

Cronaca

Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, in accoglimento delle opposizioni alla richiesta di archiviazione proposte dai legali delle famiglie Petruzzelli – Riga e Famigliolo, rispettivamente rappresentate dagli avvocati Raffaele Masciari e Pasquale Siciliano le prime e Caterina De Luca la seconda, ha disposto la riapertura delle indagini a carico di numerosi indagati, tutti funzionari di noti istituti di credito locali come Bcc del Vibonese, Banca Carime e Banca Popolare del Mezzogiorno per i reati di truffa, estorsione ed usura.

I legali, in copiose memorie depositate a sostegno delle ragioni dei propri assistiti, hanno cercato di far emergere l’insufficienza delle indagini condotte dall’ufficio di Procura in relazione al reato di usura bancaria che può verificarsi sia con l’applicazione di interessi ultra soglia in conto corrente, sia con la stipulazione di contratti di mutuo viziati dalla pattuizione iniziale di tassi di interesse usurari. Il gip, accogliendo le opposizioni formulate dai legali delle persone offese e recependo le argomentazioni dagli stessi dispiegate in udienza, ha quindi disposto che la Procura di Vibo Valentia, nella persona del pm Ciro Luca Lotoro, individui i presidenti dei consigli di amministrazione delle suddette banche e proceda per i reati a loro ascrivibili accertando le singole responsabilità degli indagati. I legali delle persone offese, nell’esprimere “soddisfazione per la decisione del giudice per le indagini preliminari” spiegano in una nota di confidare “che tale provvedimento sia l’incipit di un’indagine finalizzata a contrastare il fenomeno usurario che certamente non lascia esente il Vibonese e che, anche per un condiviso sentimento di pudore, vede spesso le vittime restie a denunciare”.    LEGGI ANCHE: Presunta usura bancaria, la replica della Bcc del Vibonese ai legali delle persone offese

 

Lacnews24.it
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