Armi e droga a Nicotera Marina, due condanne

Dinanzi al Tribunale di Vibo cade per i figli di Roberto Piccolo l’aggravante di aver agevolato il clan Mancuso

Dinanzi al Tribunale di Vibo cade per i figli di Roberto Piccolo l’aggravante di aver agevolato il clan Mancuso

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e munizioni. Questi i reati per i quali il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Giulio De Gregorio, a latere i giudici Marina Russo e Brigida Cavasino) ha condannato alla pena di 5 anni ed 8 mesi di reclusione Domenico Piccolo, 27 anni, mentre Salvatore Piccolo, di 20 anni, è stato condannato a 4 anni di carcere. I giudici hanno escluso l’aggravante delle finalità mafiose, nel caso di specie rappresentate dall’agevolazione delle attività del clan Mancuso di Limbadi e Nicotera. I due fratelli condannati sono di Nicotera Marina e nei loro confronti il pm della Dda di Catanzaro, Antonio De Bernardo, aveva chiesto 9 anni di reclusione a testa. Erano stati arrestati nell’aprile dello scorso anno a seguito di una perquisizione dei carabinieri nella casa del defunto zio, ovvero Domenico Piccolo, ucciso il 4 febbraio del 2011 dal figlio all’epoca minorenne. 

Informazione pubblicitaria

Fra le contestazioni, la detenzione illegale di una pistola calibro 9×21 e di un fucile calibro 12 entrambi con matricola abrasa e pertanto da ritenersi clandestini, 106 cartucce compatibili con le due armi, 282 grammi di marijuana (da cui erano ricavabili 572 dosi medie singole) e 29 grammi di cocaina. Gli imputati erano difesi dall’avvocato Giuseppe Di Renzo. I due fratelli sono i figli di Roberto Piccolo, attualmente detenuto e ritenuto vicino al clan Mancuso.