Anziano rapinato e sequestrato, 26enne di Limbadi passa ai domiciliari

Condannato in abbreviato a 6 anni di reclusione, si trova imputato anche nel processo Nemea su accuse di Emanuele Mancuso

Condannato in abbreviato a 6 anni di reclusione, si trova imputato anche nel processo Nemea su accuse di Emanuele Mancuso

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Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Giulio De Gregorio, ha disposto gli arresti domiciliari per Mirco Furchì, 26 anni, di Mandaradoni di Limbadi, in accoglimento dell’istanza proposta dall’avvocato Francesco Sabatino. Furchì era detenuto nel carcere di Vibo Valentia perché coinvolto in un grave episodio di violenza allorquando in concorso con ignoti avrebbe sequestrato un anziano, trasportandolo nelle campagne di Zungri dove il malcapitato è stato liberato dopo ore di percosse. Furchì è stato giudicato di recente in abbreviato e riconosciuto colpevole anche di due rapine ad un centro Snai e per questo condannato a 6 anni. Il giudice in accoglimento dei rilievi della difesa ha comunque ritenuto attenuate le esigenze cautelari disponendo gli arresti domiciliari nell’abitazione di Mandaradoni Limbadi. Furchì è attualmente imputato anche nel processo “Nemea” perché raggiunto dalle dichiarazioni del pentito Emanuele Mancuso. 

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In particolare, l’attività investigativa dei carabinieri ha permesso di accertare che Mirco Furchì, nel corso della notte fra il 7 e l’8 maggio dello scorso anno, in concorso con altre tre persone ancora da identificare, aveva aggredito a Nicotera, picchiato con calci alle gambe ed una bottiglia in testa e poi sequestrato un 85enne nato in Svizzera – che si trovava in vacanza nel Vibonese –  per trasportarlo in una campagna del comune di Zungri dove è accusato di averlo rapinato di 70 euro e della sua autovettura, un’Audi A3.