venerdì,Marzo 1 2024

Morte sospetta a Vibo, la versione dell’Asp

Arriva dall’Azienda sanitaria provinciale una nota ufficiale che ricostruisce il percorso clinico della donna di Rombiolo deceduta lunedì sera dopo una prima dimissione dal nosocomio cittadino.

Morte sospetta a Vibo, la versione dell’Asp

In merito al decesso della signora Domenica Mandaradoni, avvenuto lunedì sera all’ospedale “Jazzolino”, l’Asp di Vibo Valentia, attraverso una nota stampa, ha raccontato come sono andati i fatti, confermando, sostanzialmente quanto da noi scritto poche ore fa.

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La giovane madre di Rombiolo è arrivata al Pronto soccorso vibonese alle 4 di lunedì mattina con disturbi gastrointestinali per poi essere dimessa verso le 8 «in considerazione del miglioramento delle sue condizioni e soprattutto dal risultato degli esami clinici effettuati che non mostravano alterazioni dei valori ematici. All’atto della dimissione veniva formulata diagnosi di gastroenterite con prescrizione di specifica terapia e consigliato successivo controllo dal medico curante».

E, ancora, «lo stesso giorno durante le prime ore pomeridiane, la paziente si ripresenta al Pronto soccorso lamentando ulteriori sintomi. Il medico di turno dispone la riesecuzione degli esami ematochimici, inizia la terapia sintomatica e mantiene la paziente in osservazione. Mentre si attendevano i risultati degli esami eseguiti, sopraggiungeva un peggioramento del quadro clinico e lo stesso sanitario somministrava ulteriori terapie e contestualmente richiedeva consulenza specialistica a supporto di un completo inquadramento dello stato clinico».

Nella nota si legge ancora: «Nonostante i molteplici tentativi (circa 2 ore) di rianimazione alle ore 21,40 sopraggiungeva il decesso. Nella stessa serata il direttore generale dell’Asp e gli stessi primari dei reparti che hanno avuto in cura la signora, hanno richiesto al Direttore sanitario dell’ospedale di dare avvio a tutte le procedure necessarie all’effettuazione del riscontro diagnostico sulla salma della paziente, per accertare completamente l’evoluzione del quadro clinico che ha portato al drammatico epilogo».

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