lunedì,Giugno 27 2022

La tesi della Procura: fogne sversate direttamente nel Sant’Anna

Il sequestro preventivo operato questa mattina dalla Guardia di finanza mette in evidenza il drammatico stato della rete fognaria cittadina. Il sindaco Costa nominato custode giudiziario.

La tesi della Procura: fogne sversate direttamente nel Sant’Anna

Ciò che la Procura di Vibo Valentia, con il coordinamento del sostituto procuratore Filomena Aliberti, ha accertato per arrivare infine al sequestro preventivo di queste ore, è una perdurante violazione delle norme in materia ambientale in relazione allo scarico della rete fognaria cittadina nei corsi d’acqua naturali. In particolare nel fosso Sant’Anna dove, senza alcun trattamento depurativo, sono state convogliate condotte fognarie finite, da lì, nelle acque costiere e direttamente sul suolo senza la prescritta autorizzazione.

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Al centro delle indagini, dunque, l’inquinamento che tali scarichi non autorizzati di acque maleodoranti e non conformi ai parametri previsti dalle norme hanno causato. Nel dettaglio si fa riferimento a sostanze inquinanti oltre il limite consentito e alla presenza di corpi solidi sospesi, alluminio ed Escherichia coli, nonché metalli pesanti, quali ferro e mercurio.

Accertamenti che si collocano nell’alveo di un’ampia indagine sul sistema fognario e sul trattamento della acque reflue urbane, alla luce degli eventi che hanno interessato il territorio comunale. Il riferimento è principalmente alla voragine che il 15 gennaio scorso si è aperta in via Carlo Parisi. Episodio da cui ha preso le mosse un’approfondita attività investigativa tesa alla verifica dello stato dell’arte delle rete fognaria cittadina accompagnata da uno studio delle criticità dell’apparato fognario e depurativo dal punto di vista tecnico ed amministrativo.

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Un apporto fondamentale alle indagini è giunto dai campionamenti e dalle analisi dell’Arpacal che hanno messo in luce lo stato di compromissione in cui versa lo stesso torrente Sant’Anna. Proprio in seguito alla voragine di via Carlo Parisi, è stata infatti avviata un’attività di ispezione condotta dalla sezione di Polizia giudiziaria Ambiente e territorio, con il supporto dei Vigili del fuoco, concentratasi in particolare nell’area del piazzale delle ex Ferrovie Calabro-Lucane e del fosso Sant’Anna, ispezionati il 3 febbraio scorso. A tale attività ha fatto seguito una serie di accertamenti che hanno portato a delineare il quadro di drammaticità in cui versa la rete fognaria cittadina.

Da qui il provvedimento odierno che dispone il sequestro preventivo della rete fognaria di Vibo ovest e di parte di Vibo centro, costituita da collettori primari e secondari, neri, misti e meteorici (e manufatti ad essi annessi), che afferisce la depuratore consortile di località Silica. Area delimitata a nord da contrada Cocari, a est dalla collina del Castello, a sud da via Gallizzi e via Cancello Rosso e, infine, ad ovest dai piazzali delle ex ferrovie Calabro-Lucane e Madonnella.

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Si è proceduto, quindi, alla nomina del sindaco Elio Costa quale amministratore giudiziario che dovrà gestire la rete fognaria che rimane, in ogni caso, attiva, nelle more dell’adeguamento della stessa secondo le prescrizioni evidenziate.

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