Sanità, Nesci: “Il decreto Scura è una grande truffa”

Lo ha dichiarato la deputata del M5S Dalila Nesci che oggi ha partecipato alla manifestazione in difesa dell'ospedale di Tropea. 'La Calabria ha ricevuto meno soldi delle altre regioni'

Lo ha dichiarato la deputata del M5S Dalila Nesci che oggi ha partecipato alla manifestazione in difesa dell'ospedale di Tropea. 'La Calabria ha ricevuto meno soldi delle altre regioni'

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«Il decreto sulla rete ospedaliera è frutto di una programmazione sanitaria di tipo virtuale e, prima di tutto, di una grande truffa». Lo dichiara la deputata M5s Dalila Nesci, che oggi ha partecipato alla manifestazione civica per la difesa dell’ospedale di Tropea e al consiglio comunale sull’assetto della sanità a Vibo Valentia. «La Calabria – specifica la parlamentare 5 stelle, intervenuta al consiglio comunale di Vibo Valentia – non doveva essere sottoposta a piano di rientro dal disavanzo sanitario. Noi abbiamo avuto meno soldi, pur avendo più malati cronici delle altre regioni. Dal ’99 a oggi abbiamo ricevuto 1 miliardo e 700 milioni in meno dallo Stato».

«Inoltre – chiarisce la parlamentare – il X rapporto sanità, presentato nell’ottobre 2014, certifica che le Regioni sottoposte a rientro hanno raggiunto l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio. Ciò significa che i commissariamenti e i piani di rientro sono stati mantenuti per clientele, affarismo politico e sfruttamento delle regioni con maggiore emigrazione sanitaria, come la Calabria».

«È dunque imperdonabile – incalza la parlamentare 5 stelle – tutto quanto il governo nazionale ci ha riservato. Non sono stati garantiti i Livelli essenziali d’assistenza, che sono incostituzionali come il pareggio di bilancio, ma sono stati assicurati buoni affari, finanziamenti milionari senza fondamento giuridico e consulenze agli amici».

«Per noi – conclude Nesci – è fondamentale recuperare quel miliardo e settecento milioni che lo Stato ci deve, per assumere personale e potenziare l’esistente. Da tanto insistiamo per l’attivazione di una Stoke Unit di secondo livello a Vibo Valentia. Per quanto concerne Tropea, va restituita funzionalità e dignità all’ospedale, perché per il nuovo ospedale vibonese servirà ancora tempo».