venerdì,Maggio 20 2022

Corruzione in Corte d’Appello, chiesto il processo per Marcello Manna e Marco Petrini

L'ex magistrato ha optato per il rito abbreviato. Si è riservato di decidere il sindaco di Rende. Entrambi rispondono di corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose

Corruzione in Corte d’Appello, chiesto il processo per Marcello Manna e Marco Petrini
Da sinistra Marcello Manna e Marco Petrini

di Luana Costa

È stata reiterata questa mattina in aula nel corso dell’udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del sindaco di Rende, Marcello Manna, e nei confronti dell’ex magistrato della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, entrambi accusati di corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose. [Continua in basso]

Rito abbreviato

Marco Petrini, assistito dal suo avvocato di fiducia Francesco Calderaro, ha optato per il rito abbreviato mentre Marcello Manna (difeso dagli avvocati Federico Olivo e Nicola Carratelli) si è riservato ancora di decidere. Entrambi dovranno rispondere del reato di corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose. In particolare Manna è accusato di aver corrotto l’ex magistrato per ottenere una sentenza favorevole al suo assistito: l’assoluzione di Francesco Patitucci, già in primo grado condannato a 30 anni di carcere per il delitto di Luca Bruni, ma assolto dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. Nel maggio del 2019 Marco Petrini avrebbe ricevuto dalle mani dell’avvocato Marcello Manna la somma di 5mila euro in contanti quale corrispettivo dell’assoluzione.

Il caso del lungometraggio

Secondo la ricostruzione della Procura il denaro contante sarebbe stato contenuto in una busta da lettera e consegnata al giudice nel suo ufficio in Corte d’Appello. Il magistrato avrebbe poi accettato di ricevere ulteriori utilità a vantaggio di Mario Vitale, cugino di Stefania Gambardella e compagna di Marco Petrini. In tal senso, l’avvocato Marcello Manna si sarebbe posto quale intermediario con Giuseppe Citrigno, ex presidente della Fondazione Calabria Film Commission, per far ottenere al giovane un finanziamento per la realizzazione di un lungometraggio: 175mila con la stipula di una convenzione avvenuta nell’ottobre del 2019. [Continua in basso]

La cosca Lanzino Patitucci

Il magistrato per favorire la posizione dell’imputato Patitucci avrebbe posto in essere «un atto contrario ai doveri di ufficio consistito nell’alterare la dialettica processuale inquinando metodologicamente l’iter decisionale della Corte d’Assise d’Appello da lui presieduta con sentenze contaminate in radice dagli eventi corruttivi». Il reato è aggravato dalle modalità mafiose per aver agevolato la cosca Lanzino Patitucci. Tuttavia, lo scorso febbraio il tribunale di Salerno ha archiviato la posizione di Francesco Patitucci.

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