sabato,Luglio 2 2022

Decesso di una ragazza in un incidente stradale nel Vibonese, tre assoluzioni

Prescrizione, invece, per il reato di violazione di sigilli. La sentenza arriva dopo ben otto anni dal rinvio a giudizio e ad undici dalla tragedia. Nel frattempo deceduto un imputato dirigente della Provincia

Decesso di una ragazza in un incidente stradale nel Vibonese, tre assoluzioni

Si è chiuso oggi dopo ben otto anni il processo che vedeva imputati dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia due dirigenti della Provincia ed il titolare di una ditta edile. Il giudice Laerte Conti ha assolto i dirigenti della Provincia Isaia Capria e Francesco Teti, oltre a Gianfranco Fabiano, titolare della Edil Fabiano, la ditta esecutrice dei lavori sulla strada provinciale lungo la quale la mattina del 4 ottobre del 2011 Elisabetta Arena, 22 anni, di Zungri, precipitava con la sua auto in un dirupo, profondo un centinaio di metri. La giovane stava percorrendo la strada provinciale che collega il comune di Zambrone con quello di Parghelia per recarsial lavoro. Una morte che si sarebbe potuta e dovuta evitare se solo su quel tratto di strada fossero stati segnalati i lavori.

L’accusa ha sostenuto che il 4 ottobre del 2011 la vittima era a bordo della sua automobile e stava percorrendo la strada provinciale quando il mezzo finì in un burrone, perché non era stato segnalato che l’arteria viaria era chiusa per lavori in corso poichè danneggiata dal maltempo. I tre imputati sono stati assolti dal reato di omicidio colposo. Per il reato di falsità ideologica si è invece registrata l’estinzione per morte di Francesco Teti (difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo). Prescrizione, infine, per il reato di violazione di sigilli contestato a Gianfranco Fabiano (avvocato Francesco De Luca). Isaia Capria era invece difeso dall’avvocato Tony Crudo.

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