martedì,Luglio 16 2024

Finisce la latitanza di Matteo Messina Denaro: il boss arrestato dai carabinieri del Ros

Era l’ultimo grande boss ancora ricercato dalle forze di polizia. La caccia al più importante e temuto capo mafia italiano è durata circa 30 anni

Finisce la latitanza di Matteo Messina Denaro: il boss arrestato dai carabinieri del Ros

Matteo Messina Denaro è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Ros dopo 30 anni di latitanza. L’inchiesta che ha portato alla cattura del 60enne capomafia di Castelvetrano, in provincia di Trapani, è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Il boss di Cosa nostra si trovava in una clinica privata di Palermo al momento dell’arresto. Un anno fa sarebbe stato operato per un tumore e proprio lì, da allora, stava facendo delle terapie in day hospital. Nel documento falso esibito ai sanitari c’era scritto il nome di Andrea Bonafede. Dopo il blitz nella clinica, l’ormai ex superlatitante è stato trasferito prima nella caserma San Lorenzo, poi all’aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza.

Messina Denaro era l’ultimo grande boss ancora ricercato dalle forze di polizia. La caccia al più importante e temuto capo mafia è durata circa 30 anni e sono stati coinvolti centinaia di uomini dello Stato. Una latitanza lunghissima iniziata nel 1993, seconda solo a quella di Bernardo Provenzano che era stato ricercato per 38 anni, mentre per Totò Riina era durata 23 anni e avvenuta giusto 30 anni fa, il 15 gennaio 1993. È coinvolto nelle stragi di Capaci e via D’Amelio. [Continua in basso]

Il blitz nella clinica a Palermo

La certezza è arrivata tre giorni fa. I magistrati, che da tempo seguivano la pista, hanno dato il via libera per il blitz. I carabinieri del Gis erano già alla clinica Maddalena dove, da un anno, Messina Denaro si sottoponeva alla chemioterapia. Il boss, che aveva in programma dopo l’accettazione fatta con un documento falso, prelievi, la visita e la cura, era all’ingresso – secondo alcune indiscrezioni in attesa di fare un tampone. La clinica intanto è stata circondata dai militari col volto coperto davanti a decine di pazienti. Il boss avrebbe anche tentato una fuga, ma inutilmente. Un carabiniere si è avvicinato al padrino e gli ha chiesto come si chiamasse. “Mi chiamo Matteo Messina Denaro”, ha risposto. Insieme a Matteo Messina è stato arrestato anche Giovanni Luppino, di Campobello di Mazara (Tp), accusato di favoreggiamento. Avrebbe accompagnato il boss alla clinica per le terapie.

I pazienti della clinica al Ros: “Bravi!”

“Bravi, bravi!”. Urla di incoraggiamento e applausi nei confronti dei carabinieri del Ros, da parte di decine di pazienti e loro familiari, hanno accompagnato l’arresto del superlatitante Matteo Messina Denaro avvenuto questa mattina nella clinica privata “La Maddalena” di Palermo. Il boss sta per essere trasferito dai carabinieri in una caserma.

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