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Operazione Olimpo: Gramuglia, segretario del prefetto di Vibo, lascia i domiciliari

Il funzionario è accusato della rivelazione di segreti di ufficio in relazione a un'interdittiva antimafia nei confronti di una società attiva nella gestione di alcuni centri per migranti. Il Goi lo ha già sospeso da ogni attività massonica

Operazione Olimpo: Gramuglia, segretario del prefetto di Vibo, lascia i domiciliari
La Prefettura di Vibo e nel riquadro Rocco Gramuglia, funzionario inserito nella segreteria del prefetto
Rocco Gramuglia

Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare che aveva applicato la misura degli arresti domiciliari a Rocco Gramuglia, noto funzionario della Prefettura di Vibo Valentia e attuale segretario del Prefetto Roberta Lulli, arrestato il 26 gennaio scorso nell’ambito della più ampia operazione condotta dalla Dda di Catanzaro e denominata “Olimpo”. Nell’inchiesta – che ha interessato oltre settanta persone nel Vibonese – sono rimasti coinvolti funzionari regionali, imprenditori e presunti appartenenti alle cosche locali. Il Tribunale, accogliendo la richiesta di riesame avanzata dai difensori di Gramuglia, avvocati Andrea Alvaro e Carlo Oliva, ha annullato il provvedimento con il quale il Gip distrettuale di Catanzaro, dottoressa Chiara Esposito, in accoglimento della richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale, aveva ordinato l’arresto del funzionario. [Continua in basso]

Rocco Gramuglia, nel corso del suo interrogatorio, aveva fermamente respinto le accuse e i suoi difensori avevano, all’esito, avanzato richiesta di riesame al Tribunale della libertà. Al funzionario prefettizio viene contestato il reato di rivelazione di segreti di ufficio, in merito al contenuto di alcune informative interdittive antimafia. Gli avvocati Alvaro ed Oliva, nel corso dell’udienza camerale davanti al Tribunale del Riesame, hanno illustrato le argomentazioni difensive contenute in una articolata memoria depositata in udienza. I difensori hanno anche evidenziato, ai fini dell’annullamento della misura cautelare, come il reato di rivelazione di segreti di ufficio non consentisse l’applicazione di alcuna misura detentiva, ostandovi il fatto che il reato è punito con pena massima di tre anni e non, per converso, con pena superiore a tre anni. Il Tribunale ha condiviso le tesi difensive e ha annullato l’ordinanza, disponendo l’immediata scarcerazione di Gramuglia. Soddisfazione è stata espressa dai legali dell’indagato per un “provvedimento che restituisce pienamente la libertà al funzionario prefettizio, fortemente provato dalla vicenda giudiziaria”. In seguito al coinvolgimento nell’inchiesta ricordiamo che il Grande Oriente d’Italia ha sospeso Rocco Gramuglia da ogni attività massonica.

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