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Per il direttore generale, in occasione dello sbarco di ieri al porto di Vibo Marina, il dispositivo operativo ha mostrato efficienza e professionalità.

Le operazioni di accoglienza
Cronaca

«L’ormai collaudata macchina operativa dell’Asp di Vibo Valentia anche questa volta ha funzionato alla perfezione». A sostenerlo, in una nota, proprio l’azienda sanitaria riguardo alle operazioni di sbarco che, nella giornata di ieri, hanno visto coinvolta una nave irlandese con a bordo quasi 500 migranti salvati al largo della Libia nel corso di tre distinte operazioni navali.
Ad attenderli, sulla banchina Bengasi del porto cittadino, il consueto dispositivo predisposto dalla Prefettura di Vibo Valentia coinvolgendo Questura, Capitaneria di porto, Protezione civile, operatori sanitari dell’Asp ed anche i medici di continuità assistenziale, i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, la Croce rossa di Vibo e numerosi volontari, che «per tutto il tempo hanno lavorato insistentemente per accogliere e visitare i numerosi migranti».

Operazioni di assistenza «coordinate dal direttore del 118, dott. Antonio Talesa, coadiuvato dai dottori Rosabella Talarico, responsabile Max emergenza, Francesco Andreacchi, Domenico Schiavello. Presenti anche il direttore sanitario aziendale Michelangelo Miceli e il dott. Pino Rotella. «Dopo una prima ricognizione sullo stato di salute dei migranti - si fa notare dall’Asp - e dopo la somministrazione di bevande e cibi caldi, si è proceduto allo sbarco, dando priorità ai bambini, alle donne incinte e ai portatori di handicap».

Positivo il commento del direttore generale dell’Asp vibonese, Florindo Antoniozzi. «Anche in questa circostanza - ha riferito - i nostri operatori hanno confermato un’eccellente professionalità e un incomparabile senso di umanità garantendo un’assistenza sanitaria dignitosa ai quasi 500 migranti. Non posso che rinnovare il mio personale ringraziamento e di tutta l’Azienda sanitaria e agli operatori coinvolti nelle operazioni di sbarco che non hanno lasciato nulla al caso».

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