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‘Ndrangheta: ritorna in libertà il boss di Limbadi Cosmo Michele Mancuso

La scarcerazione dopo l’assoluzione per l’operazione “Errore Fatale”. E’ imputato anche in Costa Pulita – pendente in appello – ma da tempo sono scaduti i termini di custodia cautelare. Ecco il profilo del personaggio posto accanto al fratello Luigi

‘Ndrangheta: ritorna in libertà il boss di Limbadi Cosmo Michele Mancuso
Nel riquadro Cosmo Michele Mancuso
Cosmo Michele Mancuso

Ritorna in libertà dopo sette anni di detenzione il boss di Limbadi Cosmo Michele Mancuso, di 74 anni. Ieri è stato infatti assolto dalla Corte d’Assise di Catanzaro dall’accusa di essere stato il mandante della sparatoria costata il ferimento (notte del 9 luglio 2003 a Spilinga) del nipote Francesco Mancuso, detto “Tabacco”, e la soppressione del boss del Poro, Raffaele Fiamingo. Cosmo Michele Mancuso era detenuto dall’aprile del 2016 a seguito dell’operazione antimafia denominata “Costa Pulita”. A seguito del giudizio con rito abbreviato, per tale inchiesta è stato condannato in primo grado alla pena di 10 anni e 8 mesi. E’ ancora pendente il processo d’appello. Per l’operazione “Errore Fatale” (omicidio Fiamingo e tentato omicidio di Francesco Mancuso) Cosmo Michele Mancuso – difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Pietro Antonio Corsaro – era stato invece raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere il 12 aprile 2019. Imputato anche nell’operazione antimafia “Rimpiazzo”, è stato però qui assolto sia in primo grado, sia – il 25 gennaio scorso – in appello. Per lui in Rimpiazzo la Dda di Catanzaro aveva chiesto la condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione al termine del processo con rito abbreviato. [Continua in basso]

Il profilo

Francesco Mancuso e Raffaele Fiamingo

Il boss tornato ora in libertà (essendo nel frattempo scaduti i termini di custodia cautelare per l’operazione “Costa Pulita” dove il giudice ha, fra l’altro, depositato le motivazioni della sentenza con due anni di ritardo) ha una posizione di tutto rispetto nel clan Mancuso. “Soggetto con il ruolo di promotore, direttore ed organizzatore dell’omonima associazione mafiosa denominata cosca Mancuso – così è scritto nell’operazione Costa Pulita –, a Cosmo Michele Mancuso spettava il potere di decidere il compimento delle azioni delittuose della cosca e di gestire il controllo del territorio, riconosciuto come tale dagli altri ed al quale i sodali si rapportavano per ricevere ordini e direttive”. Complice anche l’assenza del fratello Luigi (cl.’54) scarcerato nel 2012 dopo 19 anni ininterrotti di detenzione (arrestato nuovamente per Rinascita Scott il 19 dicembre 2019), per un lungo periodo Cosmo Michele Mancuso ha retto le sorti dell’intero clan Mancuso, favorito anche dalle carcerazioni dei fratelli Antonio (cl. 38), Giovanni (cl. ’41) e Pantaleone (cl. ’47, detto “Vetrinetta”, deceduto nel settembre 2015) arrestati nell’inchiesta “Black money” del marzo 2013. Il ruolo di spicco di Cosmo Michele Mancuso in seno all’omonimo clan egemone nel Vibonese era già stato riconosciuto in via definitiva con la sentenza nata dall’operazione “Dinasty” dell’ottobre 2003 che l’aveva visto anche in questo caso condannato quale vertice dell’associazione mafiosa.

Ma il profilo più recente del boss lo si ricava da altre emergenze investigative confluite nell’operazione “Costa pulita” e che svelano un potere assoluto di Cosmo Michele Mancuso anche sul territorio di Parghelia gestito dal locale clan degli Il Grande. Proprio gli esponenti della famiglia anagrafica Il Grande si sarebbero infatti rapportati con Cosmo Mancuso, facendogli recapitare assegni, bestiame e rendendolo partecipe delle decisioni riguardanti l’attività criminale del clan su Parghelia. Gli stessi Il Grande, del resto, hanno anche partecipato – per come puntualmente ricostruito dagli investigatori – al matrimonio del figlio di Cosmo Mancuso detto Michele. Cosmo Michele Mancuso si sarebbe quindi speso, nell’ambito della cosca, affinché venisse risparmiata la vita a Carmine Il Grande, detto “Melo”, entrato in contrasto con il boss Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”, nipote di Cosmo.

Il pentito Moscato su Cosmo Michele Mancuso

Raffaele Moscato

Il profilo più recente di Cosmo Michele Mancuso e del suo inserimento ai massimi livelli criminali nella ‘ndrangheta, è stato tuttavia fornito dal collaboratore di giustizia Raffaele Moscato. Lo stesso, oltre a ricostruire parte della storia criminale del boss, ha infatti affermato di aver appreso, in ambito criminale, che “il capo indiscusso della famiglia Mancuso, ovvero Luigi, nel momento in cui si è allontanato volontariamente sottraendosi alla misura della sorveglianza speciale, avrebbe lasciato proprio a Cosmo Michele Mancuso per un periodo di cinque anni le redini dell’associazione criminale”.

Originariamente la parte dei Mancuso di Michele Cosmo, detto “Michelina” era molto vicina ai Tripodi di Portosalvo e ai Mantino di Vibo Marina, e dello stesso gruppo faceva parte anche mio padre – ha spiegato Moscato -. Successivamente, intorno al 2005-2006, o meglio all’epoca dell’operazione Dynasty, c’è stata la rottura per soldi e per favori non scambiati. Questo lo so perchè il giorno in cui ci sono stati gli arresti, Davide Fortuna doveva accompagnare lo zio Fortunato Mantino da Michele Cosmo Mancuso per farli riappacificare. Infatti Fortunato Mantino Fortunato è il padrino del figlio di Mancuso Michele Cosmo e Nicola Tripodi è il padrino della figlia dello stesso. Quella mattina non fu possibile l’incontro per l’arresto dei Mancuso. La pace fu fatta successivamente e a dimostrazione di ciò c’è stata la partecipazione di tutti i Tripodi con le rispettive famiglie al matrimonio di Mancuso Giuseppe figlio di Michele Cosmo”.

I contrasti con i Tripodi

“Posso riferire – ha raccontato ancora il collaboratore Raffaele Moscato – in modo certo che i contrasti tra Cosmo Michele Mancuso e Nicola Tripodi sono certamente anteriori al 1990-1991, poiché il 22 marzo 2012 a casa di Salvatore Tripodi ho avuto modo di vedere un filmino in cui veniva immortalato mio padre e dove Michele Cosmo Mancuso aveva in braccio il figlio piccolo Michele”.
Un personaggio di assoluto rilievo, dunque, Cosmo Michele Mancuso, capace anche di intrattenere rapporti privilegiati con diversi “colletti bianchi” ed imprenditori, per come emerso da ultimo pure con l’operazione Rinascita Scott.

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