Estorsione a Nicotera, discusso il Riesame di Antonio Mancuso

I difensori hanno chiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare nella vicenda che vede quale parte offesa l’imprenditore Carmine Zappia 

I difensori hanno chiesto la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare nella vicenda che vede quale parte offesa l’imprenditore Carmine Zappia 

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E’ stato discusso dinanzi al Tribunale del Riesame il ricorso di Antonio Mancuso, 81 anni, di Nicotera, avverso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Catanzaro nel giugno scorso con l’accusa di estorsione aggravata dalle modalità mafiose ai danni del commerciante Carmine Zappia. La difesa di Antonio Mancuso, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Di Renzo che assiste l’81enne unitamente all’avvocato Francesco Stilo, ha contestato la ricostruzione indiziaria degli inquirenti, rimarcando come la condotta contestata a Mancuso sia diversa da quella degli altri concorrenti nel reato i quali – ad avviso della difesa – avrebbero agito in autonomia e non attraverso invece le direttive del boss. Antonio Mancuso si trova attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano. Il Tribunale del Riesame si è riservato la decisione. 

Del reato di estorsione aggravata dalle modalità mafiose sono accusati Alfonso Cicerone e Giuseppe Cicerone, quali concorrenti e cointeressati dal boss Antonio Mancuso. I due sarebbero stati incaricati di tenere direttamente i rapporti con la vittima, mentre Rocco D’Amico, Salvatore Gurzì e Andrea Campisi sono accusati di essere gli esecutori materiali dell’estorsione coadiuvando Alfonso Cicerone e Antonio Mancuso, quest’ultimo indicato dalla Dda e dal gip distrettuale quale mandante e beneficiario della condotta delittuosa.

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