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Infiltrazioni mafiose al Comune di Acquaro: sciolti gli organi elettivi

Decisione del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno che ha accolto le conclusioni della Prefettura di Vibo Valentia

Infiltrazioni mafiose al Comune di Acquaro: sciolti gli organi elettivi
Giuseppe Barilaro

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in considerazione delle comprovate ingerenze da parte della criminalità organizzata, che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Acquaro per infiltrazioni mafiose affidando la gestione dell’amministrazione comunale a una commissione straordinaria per un periodo di diciotto mesi. L’accesso agli atti al Comune di Acquaro, guidato dal sindaco Giuseppe Barilaro, era stato disposto il 5 dicembre dello scorso anno dalla Prefettura di Vibo Valentia. Il Comune di Acquaro – dove ha da sempre la propria “roccaforte” il clan Maiolo – in precedenza non era mai stato interessato dall’invio di Commissioni di accesso agli atti da parte della Prefettura (come neanche i vicini Comuni di Gerocarne e Dasà), neppure all’indomani della storica operazione antimafia denominata “Luce nei boschi” risalente al 2012 e che ha colpito i clan delle Preserre e le loro ramificazioni pure nel settore dei lavori pubblici. Il nome di Giuseppe Barilaro circolava a dicembre quale possibile candidato del centrodestra (Forza Italia in primis) alla presidenza della Provincia di Vibo. La Commissione di accesso agli atti al Comune di Acquaro era composta dal dott. Roberto Micucci, viceprefetto di Vibo, da Valerio La Pietra che guida il commissariato di polizia di Serra San Bruno e dal tenente Giuseppe Filannino del Comando provinciale della Guardia di Finanza.

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