venerdì,Aprile 12 2024

“Rinascita Scott 3”: ‘ndrangheta dal Vibonese all’Ungheria, al via l’udienza preliminare

L’operazione denominata anche Assocompari” è stata coordinata dalla Dda di Catanzaro con il supporto dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Vibo Valentia. In 25 dinanzi al gup

“Rinascita Scott 3”: ‘ndrangheta dal Vibonese all’Ungheria, al via l’udienza preliminare
Giuseppe Fortuna (cl ’77)

Tre posizioni stralciate e sette richieste di costituzione di parte civile. E’ quanto si registra con l’apertura stamane dell’udienza preliminare relativa al procedimento penale nato dall’operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata “Rinascita Scott 3 – Assocompari” contro il clan Bonavota di Sant’Onofrio. Il gup distrettuale, Sara Merlini, ha stralciato le posizioni di: Marilena Ventrice, 34 anni, nativa di Soriano Calabro; Erika Ventrice, 35 anni, di Vibo Valentia; Basilio Caparrotta, 62 anni di Sant’Onofrio; Giovanni Barone, 54 anni, di Roma. Per i primi tre mancava la notifica della richiesta di rinvio a giudizio ad uno dei difensori, mentre per Barone il gup ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura non essendogli mai stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio è stata quindi avanzata in violazione del diritto di difesa. Hanno invece stamane avanzato richiesta di costituzione quali parti civili la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Antiracket, la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia, il Comune di Vibo Valentia, il Comune di Pizzo ed il Comune di Sant’Onofrio. Anche su tali richieste, il gup si è riservato la decisione che scioglierà all’udienza del 18 dicembre. La richiesta di rinvio a giudizio da parte della Dda di Catanzaro (pm Antonio De Bernardo e Annamaria Frustaci) interessa: Loris Junior Aracri, 33 anni, di Pizzo; Raffaele Arone, 48 anni, nativo di Carmagnola, residente a Sommariva del Bosco (Cn); Vincenzo Barba, 72 anni, di Filogaso; Giovanni Barone, 54 anni, di Roma; Saverio Boragina, 71 anni, di Francavilla Angitola; Basilio Caparrotta, 62 anni di Sant’Onofrio; Basilio Caparrotta, 52 anni, di Sant’Onofrio; Gerardo Caparrotta, 54 anni, di Sant’Onofrio; Francesco Caridà, 55 anni, di Pizzo; Gianluigi Cecchi, 51 anni di Milano; Domenico Cichello, 43 anni, nativo di Vibo Valentia, ma residente a Varedo (MB); Giuseppina De Luca, 55 anni, di Vibo Valentia; Anna Maria Durante, 48 anni, di Vibo Valentia, ma residente a Milano; Danilo Fiumara, 54 anni, di Francavilla Angitola; Giuseppe Fortuna, 46 anni, di Filogaso; Giuseppe Fortuna, 60 anni, detto Pino, di Vibo Valentia; Luigi Fortuna, alias “Mastro Gino”, 57 anni, di Ionadi; Gaetano Loschiavo, 35 anni, di Sant’Onofrio; Francesco Santaguida, 45 anni, di Sant’Onofrio, residente a Torino; Antonella Silvia Serrao, 59 anni, nata a Francavilla Angitola, residente a Pizzo; Fabrizio Solimeno, 33 anni, di Torino; Erika Ventrice, 35 anni, di Vibo Valentia; Marilena Ventrice, 34 anni, nativa di Soriano Calabro; Michele Vitale, 44 anni, di Chieri, residente ad Andezeno; Sona Vesholli 30 anni, albanese, residente a Torino. 

Danilo Fiumara

L’operazione scattata nel gennaio scorso costituisce la prosecuzione dell’indagine Rinascita Scott eseguita il 19 dicembre 2019 dai carabinieri. Fra i coinvolti nella nuova inchiesta, Basilio Caparrotta, 62 anni, di Sant’Onofrio (già coinvolto nell’operazione Columbus contro il narcotraffico internazionale) e Gerardo Caparrotta, 54 anni, di Sant’Onofrio (già condannato a 4 anni in primo grado nell’operazione Petrol Mafie). Giuseppe Fortuna (cl ’77) è stato invece condannato lunedì in Rinascita Scott a 17 anni di reclusione, mentre per Giuseppe Fortuna (cl ’63) la condanna – sempre in Rinascita Scott – è stata di 4 anni e 6 mesi. L’indagine – corroborata da intercettazioni e da diversi collaboratori di giustizia – avrebbe documentato l’appartenenza al clan di Sant’Onofrio di quattro soggetti uno dei quali, per agevolare le attività di riciclaggio in favore della cosca, avrebbe costituito una serie di società di diritto italiano, ungherese e cipriota, fittiziamente intestate a terzi soggetti. Sono state anche ricostruite le dinamiche sottese ad una truffa, consumata nel 2017, ai danni di investitori omaniti che avevano versato la somma di un milione di euro dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una società cui era riconducibile un compendio immobiliare a Budapest; è stato poi eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e società per un valore di circa 3 milioni di euro. L’indagine – sviluppata in un articolato contesto di cooperazione internazionale di polizia giudiziaria con autorità ungheresi, cipriote, francesi, danesi e britanniche e il coordinamento di Eurojust – si è avvalsa anche della collaborazione dell’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.
Nel collegio di difesa figurano gli avvocati: Giosuè Monardo, Giuseppe Di Renzo, Walter Franzè, Francesco Calabrese, Michelangelo Miceli, Leopoldo Marchese, Diego Brancia, Sergio Rotundo, Vincenzo Gennaro, Tiziana Barillaro, Nazzareno Latassa, Giuseppe Barbuto, Marco Rigamonti, Angela La Gamma, Raffaele Carullo, Cristian Scaramozzino, Francesco Fabbri, Marcello Scarmato, Matteo Montaruli, Mario Iavicoli, Giuseppe Torchia, Salvatore Pronestì, Flavio Campagna, Simone Balsamo.

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