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‘Ndrangheta truffa 2 mln a ex ministro dell’Oman, Gratteri: «Con la Cartabia non possiamo procedere»

La denuncia del procuratore di Catanzaro nel corso della conferenza stampa relativa a “Rinascita Scott 3” sul riciclaggio partito da Sant’Onofrio

‘Ndrangheta truffa 2 mln a ex ministro dell’Oman, Gratteri: «Con la Cartabia non possiamo procedere»
L'ex ministro Cartabia e il procuratore Gratteri

«Si tratta di un‘indagine particolare dal punto di vista investigativo. Difficile. Raramente qualcuno è in grado di far vedere come è avvenuto il riciclaggio, cosa si è riciclato, tra chi e dove. Partiamo dai numeri. Il riciclaggio ha riguardato Ungheria, Cipro, Francia, Danimarca, Gran Bretagna. Questi sono gli Stati con i quali abbiamo collaborato». Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa convocato per illustrare i dettagli dell’operazione, prosecuzione dell’indagine Rinascita-Scott, che ha portato a 8 arresti e 3 interdizioni.
«Il riciclaggio ha interessato la Danimarca, Inghilterra, Cipro Francia, Ungheria. È un riciclaggio abbastanza sofisticato, non sempre abbiamo detto che la ndrangheta non è in grado di fare riciclaggio sofisticato ma si deve rivolgere alle professioni e questo è un classico esempio. Noi siamo riusciti, grazie alla nostra credibilità e alla collaborazione con eurojust, il nostro collega Filippo Spezia è stato prezioso, ad eseguire delle intercettazioni ambientali in Ungheria dove abbiamo intercettato lo studio di un avvocato che faceva riciclaggio per conto della ‘ndrangheta».

Secondo quanto emerso nel corso della conferenza stampa, ingenti flussi di denaro provenienti da attività illecite calabresi sarebbero confluite in società ungheresi che schermavano i capitali trasferendoli in istituti di credito di altri paesi europei per poi farli rientrare in Italia e investirli in immobili. Il flusso di denaro reimpiegato in Italia ammonta a circa 3 milioni di euro. Eseguiti sequestri di immobili di valore e yacht. [Continua in basso]

La truffa a ministro dell’Oman non perseguibile per colpa della riforma Cartabia

In merito all’inchiesta Gratteri ha aggiunto: «A proposito della Cartabia,  per alcune tipologie di reato è necessario che ci sia la denuncia della parte offesa, del danneggiato. Noi avevamo fatto un capo di imputazione per truffa aggravata di 2 milioni di euro che la ‘ndrangheta ha fatto all’ex ministro dell’Oman. Siccome non abbiamo la denuncia non possiamo contestare questo reato di truffa perché lo stesso con la Cartabia è procedibile a querela di parte. Ma si tratta di una truffa aggravata del valore di 2 milioni di euro. Questo è solo l’ultimo degli effetti della riforma Cartabia, ma nel corso degli anni ne vedremo tanti altri». Grazie alle indagini è stata inoltre individuata «una banca in Ungheria specializzata nelle criptovalute. Spesso se ne sente parlare senza mai saperne molto». 
Il procuratore ha quindi elogiato gli uomini dell’Arma: «Abbiamo una perfetta sinergia. Quando siamo su Vibo o Crotone vediamo sempre Ros centrale, Ros Catanzaro, carabinieri Vibo, come se fosse un’unica struttura. Segno di grande professionalità, è come se fosse un unico gruppo. È la nostra forza, la nostra carta vincente. Perché siamo riusciti a creare perfetta sinergia dalla stazione dei carabinieri di Sant’Onofrio al comandante e vice comandante del Ros centrale».
Alla conferenza stampa, oltre al procuratore Gratteri, hanno partecipato anche il vicecomandante del Ros dei carabinieri Gianluca Valerio, il comandante del secondo Reparto Investigativo del Servizio Centrale del Ros, Massimiliano D’Angelantonio e il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, Luca Toti: in collegamento  il vicepresidente di Eurojust, Filippo Spiezia, che ha rimarcato “la collaborazione a livello internazionale e in particolare il contributo delle autorità ungheresi, e questo non era scontato”, evidenziando il fatto che “il modello avviato alla Procura di Catanzaro diventa sempre più un punto di riferimento nelle indagini contro la criminalità organizzata”.

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