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Tropea, il sindaco contro la proroga della Commissione di accesso agli atti

Giovanni Macrì si scaglia sulla legge che regolamenta lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose e afferma: «Gravità inaudita, stallo vergognoso»

Tropea, il sindaco contro la proroga della Commissione di accesso agli atti
Giovanni Macrì

Altri tre mesi di tempo per la Commissione di accesso agli atti al lavoro sul Municipio di Tropea dal 16 ottobre scorso per accertare eventuali infiltrazioni mafiose. Il vice capo della Squadra Mobile di Vibo Ludovico Tuoni, il maggiore Carlo Alberto Zambito della Guardia di Finanza di Vibo e il viceprefetto Roberto Micucci potranno quindi continuare a studiare atti, documenti, determine, delibere prodotti sin dall’ottobre 2018 dall’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Macrì, il quale però nella giornata odierna non ci sta e invia un comunicato stampa dove ne ha per tutti (o quasi). Eccolo: “Quello che sta accadendo con la proroga della commissione d’accesso, iniziativa che di fatto sta smontando progressivamente la stessa agibilità e motivazione quotidiana nell’azione di governo e dei suoi rappresentanti istituzionali, si sta dimostrando di una gravità inaudita. Siamo di fronte ad una vera propria vergogna che, dopo decenni di fallimenti documentati da Nord a Sud, conferma la pericolosità e dannosità di quella che, proprio per le sue declinazioni locali incontrollate, resta a tutti gli effetti una legge in bianco; una norma imperfetta, quella sull’accesso e sullo scioglimento dei Comuni per presunte infiltrazioni mafiose, che delega interferenze e delegittimazioni nella e della sovranità democratica ad autorità che di fatto non rispondono di nessuno degli effetti negativi e perversi scaricati solo sulle comunità locali e per gli anni a venire; un gigante vulnus costituzionale da portare davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e sul quale soprattutto i parlamentari di questo territorio dovrebbero riflettere e agire”.

Giovanni Macrì

È quanto dichiara il sindaco Giovanni Macrì sottolineando che “a distanza di 15 giorni da quella che è stata soltanto una indiscrezione giornalistica, nella giornata di ieri, mercoledì 24 gennaio, il Comune è stato formalmente notiziato del provvedimento dello scorso 10 gennaio che prevede la proroga della commissione d’indagine fino al prossimo 16 aprile, ovvero a tre giorni dall’avvio della convocazione ufficiale dei comizi elettorali per le consultazioni fissate al 9 giugno. Qual è il senso di tutto ciò? Ci si rende conto della gravità di sospendere di fatto l’attività di un qualsiasi ente a scadenza di mandato fino all’avvio della campagna elettorale? I parlamentari di questo territorio hanno qualcosa da chiedere e far chiarire in merito al Ministro ed al Governo? Ci si rende conto del danno gravissimo che insieme a Tropea si sta arrecando a tutta la Calabria? Ed è forse, questa, la normalità democratica ed in uno stato di diritto? È questo  l’approccio e il metodo che si intende reiterare nei confronti dei sindaci di questo Paese?”. E ancora, Macrì, incalza:Augurandomi di essere convocato nel più breve tempo possibile per fornire, qualora richiesti e necessari, tutti i chiarimenti e gli approfondimenti ulteriori rispetto alla trasparenza, alla regolarità e alla chiarezza della copiosa documentazione richiestaci e fornita nei termini prescritti, inviterei – prosegue il primo cittadino – la commissione d’accesso a monitorare e valutare, ad esempio, anche il fiume di attacchi alla mia persona e all’amministrazione comunale portati avanti impunemente su social da soggetti e siti di informazione tenuti sistematicamente lontani dalla cosa pubblica perché eticamente discutibili, soggetti che non hanno mai brillato per capacità ed evidentemente ossessionati dai risultati conseguiti in questi anni. La commissione d’accesso ne ha contezza? Sa chi sono? È al corrente che alcuni di questi sono soggetti che, lamentando per anni abusi inesistenti, hanno sempre minacciato di rivolgersi a Nicola Gratteri mentre risultano invece destinatari di provvedimenti di demolizioni e sanzioni diverse, per gravi irregolarità edilizia e di altra natura? Per non parlare di quanti, dopo aver denunciato presunto malaffare abusando di ruoli istituzionali, casualmente e provvisoriamente ricoperti, oggi si fanno fotografare a Tropea assieme a soggetti pluripregiudicati e nella migliore delle ipotesi notoriamente discutibili”. Giovanni Macrì conclude infine che “in attesa di leggere con attenzione la relazione della commissione d’accesso, rappresento, ribadendo amarezza e sconforto per questo assurdo e insostenibile clima inquisitorio e soprattutto di stallo ed indifferenza a tutti i livelli – che questo ritardo e questa proroga non fanno altro che aggravare e reiterare disagi sull’azione amministrativa e su qualsiasi attività di programmazione, oltre che sul libero convincimento dei cittadini chiamati a breve ad esercitare la sovranità attraverso il voto”.

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