lunedì,Giugno 17 2024

Gratteri a Vibo: «Servono ingegneri informatici per contrastare il livello delle nuove mafie»

Il procuratore di Napoli, ospite nei locali della Camera di Commercio, ha presentato il nuovo libro “Il grifone” parlando anche di criminalità e social. «Si usa Tik Tok per imporsi come modello vincente. I giovani mafiosi oggi sono più sfuggenti ma anche più fragili»

Gratteri a Vibo: «Servono ingegneri informatici per contrastare il livello delle nuove mafie»

di Alessia Truzzolillo
Web, social e mafie. Ne ha parlato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ospite della Camera di Commercio di Vibo Valentia per la presentazione del libro “Il grifone”. La Procura di Napoli, che Gratteri dirige da qualche mese, ha sequestrato una banca con sede a Napoli, Lituania, Lettonia. «Aveva riciclato due miliardi e mezzo di euro – dice il magistrato -. Per schermarsi questa banca aveva comprato costosissima tecnologia israeliana. Abbiamo sequestrato circa 6000 telefonini che venivano dati ai clienti. Cellulari usati come citofoni, che rispondevano a un solo numero». Da questo punto di vista la polizia giudiziaria sta cercando di attrezzarsi. A Napoli sono arrivati sette specialisti del dark web, «dei maghi», li definisce Gratteri, che sono destinati a combattere gli hacker della mafia. Insomma la Giustizia, seppur molto lentamente, si sta attrezzando ad arruolare hacker buoni che combattano quelli cattivi. «Bisogna assumere ingegneri informatici per contrastare il livello delle nuove mafie. E pagarli bene», spiega Gratteri. In questo momento, sostiene il procuratore, la Pubblica amministrazione, intesa in senso lato, non solo il settore Giustizia, «è indietro, non si investe in sicurezza della rete e delle banche dati». L’invito di Gratteri è quello di programmare affinché parte dei fondi del Pnrr venga destinata all’acquisto di software sofisticati. Perché, per quanto l’Italia sia dotata di una polizia giudiziaria di primo livello, i mezzi sono ancora scarsi e in soccorso devono intervenire i Paesi stranieri. Ci sono ancora pochi maghi dell’informatica, «dei maghi, ma pochi».

«Seguite i paradisi fiscali»

Oggi il consiglio è quello di seguire i paradisi fiscali. Malta per esempio, dove hanno sede le più grandi società del gioco on line, uno stato che è sordo, racconta Gratteri, alle rogatorie provenienti dall’Italia. «In un paio di occasioni Capomolla (attuale procuratore facente funzioni di Napoli, ndr) ha fatto un paio di rogatorie con Malta e questi non rispondevano. Non avevano interesse a contrastare il riciclaggio». Un altro paradiso normativo è la City di Londra, «ora abitata non più da inglesi ma da arabi e riciclatori». E, per restare in Europa, «anche l’Austria è ostile da un punto di vista investigativo». CONTINUA A LEGGERE QUI: Criminalità e dark web, Gratteri a Vibo: «Stiamo reclutando hacker buoni per combattere quelli delle mafie»


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