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Giovane di Filogaso morto sul volo Torino-Lamezia, Procura apre un’inchiesta e dispone l’autopsia

Sgomento anche a Pizzo, paese di origine della moglie, incinta di quattro mesi e che inizialmente non si era accorta di quanto stava accadendo

Giovane di Filogaso morto sul volo Torino-Lamezia, Procura apre un’inchiesta e dispone l’autopsia
Nel riquadro Giuseppe Stilo di Filogaso
Giuseppe Stilo e Federica Marrella

La Procura di Torino ha aperto un’inchiesta per far luce sul decesso di Giuseppe Stilo, 33 anni, di Filogaso, morto per un infarto per un infarto sul volo Ryanair Torino-Lamezia Terme. Da circa un anno il 33enne abitava in Piemonte, a Vezza d’Alba con la moglie Federica Marrella, originaria di Pizzo, incinta di quattro mesi. Giuseppe Stilo era un dipendente della Ferrero e si era sposato a giugno dello scorso anno con Federica. Il fascicolo d’inchiesta rappresenta un atto dovuto avendo la Procura deciso di disporre l’esame autoptico. Al momento non ci sono indagati. Giuseppe Stilo avrebbe accusato un malore quando l’aereo era quasi a metà tragitto. A quel punto il comandante avrebbe fatto richiesta per un atterraggio di emergenza, ma nessuno degli aeroporti contattati avrebbe dato l’assenso e il velivolo è dovuto rientrare a Torino. Due passeggeri a bordo sull’aereo, medici di professione, avevano avviato le procedure di rianimazione insieme al personale di bordo, applicando il massaggio cardiaco anche con l’aiuto del defibrillatore di bordo. A Torino l’aereo era atteso in pista dall’ambulanza aeroportuale e dal personale medico aeroportuale. «Medico e infermiere sono saliti immediatamente a bordo e hanno prestato soccorso al passeggero che purtroppo è deceduto», ha spiegato in una nota la Sagat, la società che gestisce lo scalo. Quando il velivolo è atterrato, dopo le ore 11:30, i medici, in precedenza allertati, sono saliti a bordo per soccorrerlo, ma purtroppo sono stati costretti a constatarne il decesso. La moglie non si è accorta immediatamente che fosse stato proprio il marito ad aver avuto un malore, perché seduta molto distante, in fondo all’aereo. Ai parenti avrebbe scritto un messaggio in cui giustificava il ritardo spiegando che qualcuno si era sentito male: all’arrivo a Torino, appreso del decesso del consorte, si è sentita male ed è stata trasportata in ospedale.

Sagat smentisce ritardi nei soccorsi

Nelle prime ore in cui la notizia dell’incidente è stata diffusa, è stata lamentata l’insufficiente prontezza dell’intervento. Circostanza smentita dalla Sagat, da Azienda Zero e dall’Asl To4 in un comunicato: «Non c’è stato nessun ritardo nei soccorsi. Il personale sanitario in servizio presso il pronto soccorso aeroportuale si è preparato in pista a prestare soccorsi e la centrale operativa del 118, allertata sulla situazione, ha provveduto a inviare l’ambulanza di base di Borgaro Torinese, seguita dal mezzo con medico ed infermiere con sede a Venaria». All’arrivo dell’aereo «il medico in servizio presso l’aeroporto è salito immediatamente a bordo provvedendo ad erogare la terza scarica con il Dae e a somministrare dell’adrenalina». Due volontari del 118, una volta saliti a bordo, hanno poi aiutato i sanitari che già prestavano soccorso. «Si precisa che la prima ambulanza – spiega l’Asp – con i volontari era attesa al varco e ha impiegato circa due minuti per accedere al sedime aeroportuale. Nel frattempo il paziente aveva tre medici con defibrillatore e adrenalina che lo stavano assistendo, mentre la medicalizzata del 118 è entrata immediatamente». Profondo dolore e sgomento per la tragedia si sono diffusi a Filogaso e Pizzo, paesi di origine di Giuseppe e Federica, una volta appresa la notizia.

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