Nel Vibonese alta l’incidenza del cancro al colon retto, l’esperto: «Lo screening inizi a 50 anni»

Parla il gastroenterologo originario di Spilinga che sarà tra i protagonisti di due giornate di studio pensate per promuovere l’importanza della prevenzione della patologia che rappresenta la seconda causa di morte nel mondo occidentale

Parla il gastroenterologo originario di Spilinga che sarà tra i protagonisti di due giornate di studio pensate per promuovere l’importanza della prevenzione della patologia che rappresenta la seconda causa di morte nel mondo occidentale

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Il medico Agostino Scozzarro
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In Calabria non si arresta il fenomeno degli ammalati di cancro con la valigia in cerca di cure fuori regione: sono 52mila. Fino alla fine del 2016 sono stimati altri 10.400 nuovi casi. I malati viaggiano in maniera prevalente verso Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, ma anche Basilicata, Sicilia e Puglia.

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Gli allarmanti dati hanno portato all’adozione di un decreto del commissario ad acta alla Sanità regionale che ha previsto l’istituzione della Rete oncologica regionale, definendo alcune misure urgenti. Vibo Valentia, nel contempo, si è assunta, tra l’altro, la sua parte di responsabilità sul fronte della prevenzione al cancro al colon retto. Molto attenzionato è il progetto europeo, vista la notevole incidenza sul tessuto della popolazione locale, assegnato alla Casa di Cura “Villa dei Gerani”.

«Quest’ultima – fanno sapere dalla clinica privata – ha pensato di farsi carico degli effetti che può apportare la gestione e realizzazione di un ben congegnato progetto europeo nei confronti di un territorio ad alto rischio oncologico. Oggi è pronta ad attuarlo».

Sabato a Dinami e l’1 e 2 dicembre a Vibo Valentia, l’èquipe della Casa di Cura, con il coordinamento del direttore sanitario, Soccorso Capomolla, presenterà, infatti, una sua idea, nel rispetto delle linee guida europee, sul come comunicare ai cittadini la necessità di sottoporsi ad un apposito screening per la prevenzione del cancro al colon retto.

Il parterre dei relatori è di tutto rispetto: oltre a Soccorso Capomolla, saranno protagonisti di apposite relazioni Cesare Hassan, Cristina Grossi, Bernaldo Toraldo, mentre a James Greco è affidato il compito di comunicare con la sala. Tra essi, Agostino Scozzarro, gastroenterologo con dottorato di ricerca in robotica e tecnologie informatiche in chirurgia all’Università di Tor Vergata, a Roma.

Al via nel Vibonese lo screening del cancro al colon rettale

Vibonese, originario di Spilinga, è uno degli esperti più eccellenti del panorama europeo della gastroenterologia. Oggi è anche consulente in endoscopia diagnostica e terapia endoscopica alla stessa Casa di Cura Villa dei Gerani.

Scozzarro spiega che anche «il territorio vibonese, per i preoccupanti dati in fase di studio, deve diventare momento di grande attenzione sulla prevenzione del cancro al colon retto, che rimane la seconda causa di morte in Italia e nel mondo occidentale. Ne è affetta il 6% della popolazione adulta e di questa circa la metà – a suo dire – morirà per conseguenze del cancro al colon retto. Perché – aggiunge – abbiamo scelto il Vibonese per mettere in pratica il progetto europeo assegnato alla Casa di Cura Villa dei Gerani? Perché nel nostro hinterland il fenomeno dell’emigrazione dell’ammalato affetto dalla grave patologia del cancro al colon retto è in continua ascesa. Da qui il dovere e l’obbligo di informare i cittadini perché secondo le più recenti statistiche diverse analisi hanno dimostrato che una efficace prevenzione mediante screening, e che interessa pazienti tra i 50 ed i 74 anni, può avere un positivo rapporto costi/benefici. Obiettivo dello screening è, infatti, identificare i pazienti ad alto rischio, con adenoma, prima che sviluppino il cancro. Il rimedio più immediato – avverte Scozzarro – è da identificarsi nella certezza che la colonscopia può individuare con accuratezza diagnostica sia i cancri, sia le lesioni pre-maligne. L’accettazione del paziente è buona ed il rischio molto basso quando viene eseguito in centri specializzati, in grado di fare una colonscopia cosiddetta di “qualità”».

Entrando nel dettaglio, lo specialista aggiunge: «E’ ormai stato chiarito che le cause sono multifattoriali, probabilmente rappresentano una interazione fra predisposizione genetica e stile di vita. A dispetto dei dati emersi, è evidente che vi sono poche probabilità che il cancro al colon retto possa essere prevenuto efficacemente con medicine e cambiamenti del proprio stile di vita. Pertanto, in assenza di un’efficace chemio prevenzione o di uno screening genetico di massa, gli esperti raccomandano alla popolazione con rischio generico di iniziare uno screening a 50 anni. In sostanza vi sono evidenti prove che il cancro può essere prevenuto rimuovendo i polipi adenomatosi. E se il cancro del colon può essere prevenuto, anche i suoi costi emotivi e finanziari possono essere evitati».

Tuttavia, l’adesione dei cittadini vibonesi ai programmi di screening è purtroppo ancora molto bassa. «Il consiglio – conclude Scozzarro – è che per raggiungere l’obiettivo della colonscopia di “qualità”, occorre che la struttura, sia dotata di attrezzatura all’avanguardia in grado di evidenziare lesioni altrimenti non visibili, con strumenti standard e spesso misconosciute fra le pliche dell’intestino». Attrezzatura in funzione presso la Casa di Cura “Villa dei Gerani”, ad oggi unica nel mezzogiorno d’Italia.