venerdì,Aprile 16 2021

“Romanzo criminale”, Moscato svela nuovi dettagli della faida tra Patania e Piscopisani

Per il collaboratore di giustizia “un carabiniere infedele passava informazioni al clan di Piscopio” mentre “Scarpuni finanziò con 100mila euro l’acquisto di armi da utilizzate nella guerra di mafia”

“Romanzo criminale”, Moscato svela nuovi dettagli della faida tra Patania e Piscopisani

Il collaboratore di giustizia Raffaele Moscato è stato sentito oggi nell’ambito del procedimento scaturito dall’inchiesta “Romanzo criminale” contro il clan Patania di Stefanaconi. Il pentito ha parlato da una località protetta fornendo ai giudici nuovi particolari relativi alla faida tra il clan del defunto boss Fortunato Patania e quello dei Piscopisani, di cui lo stesso Moscato faceva parte.

In particolare il pentito ha rivelato l’esistenza di un carabiniere “infedele” che avrebbe passato notizie riservate proprio al clan dei Piscopisani. Il militare, stando alle affermazioni di Moscato riportate dall’Agi, avrebbe dato un bigliettino a Francesco Scrugli, killer dei Piscopisani e del clan Lo Bianco, sul quale sarebbero stati scritti i nomi degli uomini del clan rivale che avrebbero cercato di ucciderlo. Lo stesso Scrugli fu poi effettivamente ucciso nel marzo del 2012 a Vibo Marina in un agguato nel corso del quale venne ferito anche Moscato.

“Romanzo criminale”, la pentita Patania ricostruisce in aula il rapporto tra il clan e il maresciallo Cannizzaro

Nella faida fra i Piscopisani ed i Patania, come emerso in più circostanze, si sarebbe inserito anche il boss Pantaleone Mancuso “Scarpuni”, che, sempre secondo Moscato, avrebbe “finanziato con centomila euro l’acquisto di armi da consegnare ai Patania”. Il pentito ha poi fornito ulteriori dettagli relativi ad altri attentati. Come quelli sul tentato omicidio di Rosario Fiorillo. Durante la deposizione, Moscato ha raccontato che i killer si sarebbero vestiti con le divise di polizia per uccidere l’esponente del clan rivale, in quel momento ai domiciliari.

Secondo il collaboratore, alcuni esponenti del clan dei Patania, infatti, si sarebbero spacciati per agenti della Dia e avrebbero bussato all’abitazione di Rosario Fiorillo a Piscopio per farsi aprire il portone di casa ed ucciderlo. L’uomo sarebbe stato ritenuto dai fratelli Patania di Stefanaconi come uno degli autori dell’omicidio del padre Fortunato Patania e per questo sarebbe finito nel mirino nell’ambito della faida. Nell’episodio dell’attentato, in particolare, l’uomo si sarebbe affacciato alla finestra del primo piano della sua abitazione, così da spingere i killer ad aprire il fuoco verso la finestra. Ma i vetri blindati dell’abitazione avrebbero fatto da scudo salvando la vita alla vittima predestinata.

top