Bollette dell’acqua “maggiorate”, il Codacons: «Si accertino responsabilità» – Video

Il referente provinciale Cricenti: «In caso di acclarato errore i cittadini devono essere rimborsati, non è accettabile che la confusione politico-amministrativa si ripercuota sui contribuenti»
Il referente provinciale Cricenti: «In caso di acclarato errore i cittadini devono essere rimborsati, non è accettabile che la confusione politico-amministrativa si ripercuota sui contribuenti»
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L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) ha avviato un procedimento amministrativo per accertare eventuali violazioni in materia tariffaria da parte del Comune di Vibo Valentia. In altre parole, l’authority deve verificare che l’ente non abbia – in maniera clamorosamente errata – maggiorato le fatture dell’acqua facendo pagare ai cittadini molto più del dovuto negli ultimi cinque anni. Una situazione ora al vaglio degli uffici comunali e dell’amministrazione, col sindaco Maria Limardo che ha annunciato un’indagine interna e il dirigente Filippo Nesci che sta prendendo contezza della situazione per presentare le sue contro-deduzioni.

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Ma nel frattempo, ciò che emerge dalla lettera dell’Arera, inoltrata a fine settembre e di cui si ha avuto conoscenza soltanto ieri, è un quadro allarmante che denota quantomeno confusione nel settore di Palazzo Luigi Razza, come sostiene anche il Codacons che sulle bollette dell’acqua, tra le tante altre cose, ha da sempre condotto una battaglia. «La politica deve dare l’atto d’indirizzo, gli uffici dovrebbero seguirlo – afferma il responsabile provinciale Claudio Cricenti – ma c’è una tale confusione a Vibo che spesso si traduce in situazioni come questa». Per il rappresentante dell’associazione è arrivata l’ora che a pagare – se errore vi è stato – non siano più soltanto i cittadini: «Se si dovessero accertare errori e responsabilità, allora è giusto che il cittadino chieda indietro quanto versato e non dovuto».