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Il rinvio a giudizio è stato chiesto dalla Procura di Vibo Valentia anche per altri ex amministratori comunali

Cronaca

Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di truffe ai danni della Regione Calabria e della Comunità europea per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Questa l’accusa principale per la quale la Procura di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati coinvolti nell’operazione “Uniti per la truffa”, scattata nel febbraio 2015 contro alcuni esponenti dell’ex amministrazione comunale di Nardodipace. Il processo è stato chiesto per: l’ex sindaco di Nardodipace Romano Loielo, l’ex vicesindaco Romolo Tassone, Fabio Rullo, Mario Carrera (fra i beneficiari di contributi finanziari della Regione), l’ex assessore comunale Maurizio Maiolo, Marinella Iacopetta (moglie dell’allora assessore Maiolo), Graziella Tassone, Sonia Cavallaro, Immacolata Aloi, Claudia Ienco (che sarebbe stata fittiziamente assunta – secondo l’accusa - nella società ritenuta dagli inquirenti “fantasma” e denominata “Allarese calcio” il cui titolare è Romolo Tassone), Lucia Primerano, Marisa Maiolo, Rita Fazio, Valeria Demasi, Grazia Silipo, Sandro Randò, Alberto Franzè (già vicesindaco nella seconda giunta Loielo) e Antonio Franzè (ex consigliere comunale di maggioranza).

Secondo l’accusa, il sindaco Romano Loielo sarebbe riuscito ad ottenere finanziamenti pubblici per aiuti alle imprese attraverso la concessione di borse lavoro ed incentivi occupazionali sotto forma di integrazione salariale e formazione continua. Tutti progetti finanziati attraverso il Por Calabria Fse 2007/2013. Loielo avrebbe girato i finanziamenti ad associazioni a lui vicine tra cui un’associazione di volontariato nella cui sede vi erano uno studio dentistico abusivo ed un pub mai aperto. Si tratta dell’associazione “Protezione civile Dolmen”, dell’associazione sportiva ”Allarese”, dell’associazione “Acli S. Todaro” e del pub “Ascot”. Tali soggetti giuridici sarebbero stati utilizzati dal presunto gruppo capeggiato dall’allora sindaco di Nardodipace, Romano Loielo, per ottenere le erogazioni agevolate. Le linee di intervento del Por 2007/2013 sulle quali sarebbero state riscontrate le incongruenze sono 3: sostegno al reddito sotto forma di erogazione di borse lavoro, aiuti per le assunzioni, formazione continua. Complessivamente le istanze presentate ammontano a circa 100 mila euro: 24 mila euro suddivisi in tre borse lavoro da 8 mila euro ciascuna, 72 mila euro come integrazioni salariali, 7mila euro per la formazione continua e 1600 per la formazione in aula. Il tutto utilizzando sedi per le associazioni che in realtà sarebbero state abitazioni private dove non sarebbe avvenuta alcuna attività di formazione.

Il gup ha fissato la data dell'udienza preliminare per il 7 febbraio prossimo. 

 

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