Processo “Purgatorio” a Vibo, l’avvocato Galati in aula: “Mantella mente, mai conosciuto Enzo Barba”

Il legale rispondendo alle domande del pm e del suo difensore ha smentito quanto dichiarato nelle precedenti udienze dal nuovo collaboratore di giustizia

Il legale rispondendo alle domande del pm e del suo difensore ha smentito quanto dichiarato nelle precedenti udienze dal nuovo collaboratore di giustizia

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“Ho personalmente incontrato una sola volta Andrea Mantella nel 2010 nell’aula del vecchio Tribunale di Vibo Valentia durante una pausa dalla trattazione delle misure di prevenzione. Processualmente ho invece visto che si parlava di Andrea Mantella per la prima volta nel 2002 quando scattò l’operazione Asterix dove io difendevo Angelo Andracchi”. Così oggi l’avvocato Antonio Galati nel corso della deposizione nel processo “Purgatorio” che lo vede imputato di associazione mafiosa. E’ stato lo stesso legale a chiedere di essere sottoposto ad esame dopo l’escussione nelle scorse udienze del nuovo collaboratore di giustizia Andrea Mantella.

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“Invito il pubblico ministero ed il Tribunale – ha spiegato Galati – a verificare se esiste una sola conversazione nell’operazione Asterix in cui Andrea Mantella ha parlato di me ad Angelo Andracchi in oltre un anno di intercettazioni. Non lo poteva fare perché, a differenza di quanto sostiene ora, Mantella non mi ha mai conosciuto, specie nel 2002”. Anche riguardo la conoscenza con Enzo Barba, alias “Il Musichiere”, condannato per associazione mafiosa quale vertice dell’omonimo clan di Vibo federato ai Lo Bianco, l’avvocato Galati rispondendo alle domande del suo avvocato, Sergio Rotundo, e poi del pm della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci, è stato netto: “ Non l’ho mai conosciuto, l’ho visto per la prima volta in quest’aula di Tribunale ma con lui non ho mai avuto alcun contatto di nessun genere. Sono stato sottoposto ad intercettazione telefonica per diverso tempo. Invito il Tribunale ed il pm – ha continuato Antonio Galati – a verificare se vi è mai stato dai tabulati un solo contatto telefonico con questa persona. Non ne troverete neanche uno perché io Enzo Barba non lo conosco, non l’ho mai conosciuto, non sono mai andato a casa sua e non è affatto vero che dalla strada provinciale che conduce allo svincolo autostradale si vede il cortile di casa sua per come invece sostiene Mantella. Invito Tribunale e pm ad andare a fare un sopralluogo. La mia auto dell’epoca, fra l’altro, era una Bmw di un colore inconfondibile, e Mantella guarda caso il colore l’ha sbagliato in aula, forse perché – ha rimarcato Galati – questo era uno dei pochi particolari sulla mia macchina mai riportato dai giornali”.

Riguardo poi l’affermazione fatta da Andrea Mantella (in foto) secondo la quale l’avvocato Galati sarebbe stato un tipo “trasiticcio”, cioè con rapporti privilegiati con le forze dell’ordine, il legale ha spiegato che nel 2004 “il dirigente della Squadra Mobile di Vibo Valentia era Rodolfo Ruperti con il quale avevo rapporti cordiali, ma non ero di certo trasiticcio con lui, né – ha concluso Galati – lo ero o lo sono mai stato con i vertici dei carabinieri e della Guardia di finanza”. Il Tribunale collegiale, presieduto dal giudice Alberto Filardo, a latere i giudici Graziamaria Monaco e Raffaella Sorrentino, si è quindi riservato di porre alcune domande all’avvocato Antonio Galati nella prossima udienza fissata per il 3 febbraio prossimo quando sarà la volta dell’esame in aula di Emanuele Rodonò, già vice-capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia, imputato insieme all’ex dirigente della Squadra Mobile vibonese del reato di concorso esterno in associazione mafiosa.