Operazione Calimero, smantellata la “piazza di spaccio” del Cancello rosso (FOTO/VIDEO)

Centro nevralgico di quella che i carabinieri definiscono una “fiorente attività” era la casa di un 33enne di Vibo Valentia, Giuseppe Fortuna, aiutato nei suoi affari anche dalla madre sessantenne. La droga viaggiava anche nel pane. Tutti gli indagati sono stati posti ai domiciliari

Centro nevralgico di quella che i carabinieri definiscono una “fiorente attività” era la casa di un 33enne di Vibo Valentia, Giuseppe Fortuna, aiutato nei suoi affari anche dalla madre sessantenne. La droga viaggiava anche nel pane. Tutti gli indagati sono stati posti ai domiciliari

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La conferenza stampa di questa mattina

Avevano messo in piedi una vera e propria “piazza di spaccio” in pieno centro abitato a Vibo Valentia, che aveva come suo centro nevralgico l’abitazione di uno degli arrestati, Giuseppe Fortuna, disoccupato 33enne, sita nel quartiere “Cancello Rosso”.

Qui confluivano abitualmente almeno cinque clienti al giorno allo scopo di rifornirsi di droga, nello specifico marijuana, venduta già suddivisa in dosi del valore di 20 euro cadauno.

Complice, in questa attività, la madre di Fortuna, Mariuccia Franza, 60 anni, casalinga, che in occasione di controllo domiciliare aveva buttato via lo stupefacente nel tentativo di coprire le responsabilità del figlio.

L’attività investigativa condotta dei carabinieri di Vibo Valentia, mediante l’utilizzo delle procedure investigative, dei video e dei pedinamenti, è partita in seguito agli accertamenti avviati dopo il danneggiamento di un mezzo dell’Ased. Le telecamere piazzate, nel relativo filone d’indagine, nei pressi dell’abitazione del giovane, hanno così consentito di svelare la fitta rete di spaccio attivata al Cancello rosso. Rete per perpetrare la quale, Fortuna si avvaleva anche della collaborazione di Francesco Umberto Ionadi, operaio di 33 anni, anche lui di Vibo Valentia.

Detenzione e spaccio di stupefacenti: otto arresti nel Vibonese (NOMI/FOTO)

Le indagini hanno poi consentito, oltre a documentare l’attività di quella che gli investigatori definiscono “la fiorente piazza di spaccio vibonese”, alimentata da ingenti ed assidui “clienti”, di risalire la “catena di montaggio” ormai ben consolidata, svelando così altri ruoli dell’organigramma criminale, nonché le rotte del rifornimento della sostanza stupefacente che di volta in volta giungeva nel capoluogo.

Tale asse è stato individuato dai carabinieri tra San Calogero, Nicotera e Vibo Valentia, attraverso i ruoli riconducibili a Giuseppe Mazzone, alias “Calimero” (da cui il nome dell’indagine) disoccupato 49enne di San Calogero, Francesco Costa 33 anni panettiere di Nicotera, ed Ezio Mercuri, disoccupato di Nicotera, 53 anni. La marijuana, per essere trasportata, veniva occultata all’interno del pane.

Altri ruoli invece autonomi, per la cessione della sostanza stupefacente, emergevano sul conto di Giuseppe Ionadi, operaio di 31 anni di Vibo Valentia, e Antonio Ventrice, 30 anni di Pernocari di Rombiolo, disoccupato.

A tutti gli indagati, il Nucleo operativo della Compagnia di Vibo Valentia, coadiuvato dal personale delle Stazioni dipendenti, delle Compagnie di Tropea e Serra San Bruno e dalle unità cinofile in forza al Gruppo Operativo Calabria, ha notificato altrettante ordinanze di misure cautelari personali in regime di arresti domiciliari, emesse dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

Nel corso dell’attività investigativa, che si è protratta da maggio a luglio 2016, venivano tratte in arresto ulteriori sei persone per detenzione illecita di marijuana, venivano segnalate tre persone alla Prefettura di Vibo Valentia per uso personale e veniva sequestrato 1 chilo circa di marijuana.