mercoledì,Maggio 12 2021

Latitanza di Matalone a Joppolo, una condanna in Cassazione

La Suprema Corte certifica la responsabilità di un 47enne del luogo che si è occupato del vitto e dell’alloggio del genero del boss Antonino Pesce di Rosarno

Latitanza di Matalone a Joppolo, una condanna in Cassazione

La Cassazione ha confermato la condanna a 2 anni e 6 mesi nei confronti di Cosmo Taccone, 47 anni, di Joppolo, ritenuto responsabile di aver favorito la latitanza di Roberto Matalone, presunto esponente del clan Pesce di Rosarno, arrestato il 10 agosto del 2012 sulla spiaggia di Joppolo dopo due anni di latitanza dai carabinieri del Ros e dello squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria”. Taccone si sarebbe occupato del vitto e dell’alloggio di Matalone, anticipando le spese di locazione e provvedendo all’acquisto di medicinali a Joppolo. E’ stata però esclusa l’aggravante di aver agevolato una cosca mafiosa, contestata dalla Dda di Catanzaro. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di Taccone.

Roberto Matalone è rimasto coinvolto nell’operazione “All Inside” contro il clan Pesce di Rosarno. Genero di Antonino Pesce e cognato di Francesco Pesce, detti “Testuni”, al vertice dell’omonimo clan, Matalone sarebbe stato il tramite fra i capi della cosca e gli altri associati, provvedendo anche a reinvestire i capitali illeciti per conto del gruppo criminale.

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