mercoledì,Maggio 12 2021

‘Ndrangheta: “Carminius”, Santaguida resta in carcere

Regge in Cassazione in sede cautelare l’inchiesta della Dda di Torino seguita con grande attenzione anche dalla Prefettura di Vibo

‘Ndrangheta: “Carminius”, Santaguida resta in carcere

Resta in carcere Francesco Santaguida, 41 anni, di Sant’Onofrio, arrestato a marzo nell’operazione antimafia “Carminius” della Dda di Torino. E’ quanto deciso dalla prima sezione penale della Cassazione che ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame di Torino dichiarando il ricorso inammissibile. Francesco Santaguida è accusato del reato di associazione mafiosa con il ruolo di aver affiancato i vertici del clan Arone “nel compimento di qualunque attività criminosa di interesse dell’associazione”. In più gli vengono contestati altri cinque capi di imputazione per il reato di truffa aggravata dalle finalità mafiose in concorso con Raffaele Arone, quest’ultimo ritenuto fra i vertici dell’associazione. Francesco Santaguida è inoltre nipote di Antonino e Basilio Defina, entrambi arrestati nell’operazione “Carminius” e pure loro destinatari dell’avviso di conclusione indagini con un ruolo di spicco nell’ipotizzata associazione mafiosa.

I gravi indizi di colpevolezza del reato di associazione mafiosa contestato a Francesco Santaguida vengono ritenuti sussistenti sulla base di una ricognizione preliminare delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Andrea Mantella, Francesco Costantino, Francesco Oliverio, Domenico Agresta e Raffaele Moscato, che, pur senza chiamare in causa Santaguida, sec ondo la Cassazione hanno descritto “gli scenari criminali nei quali si inseriva il “locale” di Carmagnola e il collegamento esistente tra tale consorteria e la cosca ‘ndranghetista dei Bonavota, assicurato dai vertici delle famiglie Arone, Defina e Serratore”.
In tale contesto, secondo quanto riferito dai collaboratori, hanno un ruolo egemonico i coindagati Salvatore Arone, Francesco Arone, Giovanni Barone e Antonino Defina, con i quali gli affiliati del “locale” di Carmagnola si rapportavano, dando esecuzione alle direttive criminali ricevute. Dalle intercettazioni è quindi emerso che Francesco Santaguida avrebbe svolto “un ruolo propulsivo rispetto alle attività di pianificazione criminale del “locale” di Carmagnola”.

Francesco Santaguida (già condannato in passato per narcotraffico nella storica operazione “Stupor Mundi” della Dda di Reggio Calabria) è figlio dell’attuale vicepresidente del Consiglio comunale di Sant’Onofrio, Fortunato Santaguida, consigliere comunale con deleghe allo Sport ed al Volontariato, eletto nelle amministrative del 2016 con la lista “Tre Spighe”. Proprio per questo la sua vicenda giudiziaria è seguita con la massima attenzione anche dalla Prefettura di Vibo Valentia.

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