LA VIDEO-INCHIESTA | Vibo, se questa è la Protezione civile…

Dal degrado del centro Com al Piano di protezione civile ancora in fase di approvazione. Ecco come la città si prepara ad affrontare eventuali catastrofi. Nonostante i buoni propositi, il quadro che emerge non è per nulla rassicurante…

Dal degrado del centro Com al Piano di protezione civile ancora in fase di approvazione. Ecco come la città si prepara ad affrontare eventuali catastrofi. Nonostante i buoni propositi, il quadro che emerge non è per nulla rassicurante…

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Spazzatura ammonticchiata nel cortile accessibile a tutti, secchi sul pavimento che raccolgono l’acqua che gocciola dal soffitto, muri devastati dall’umidità, locali di un luogo che dovrebbe essere di “massima sicurezza” ed invece è il simbolo di un’archeologia industriale da cui il Comune di Vibo Valentia non si sa riscattare.

L’occhio delle telecamere di LaC è stato impietoso, nell’inchiesta di quattro puntate sulle condizioni strutturali della sede della protezione civile comunale di località “Aeroporto”; non meno chirurgico è stato il racconto a tappe dei limiti di una burocrazia che, mentre fa promettere alla politica che entro marzo si arriverà al completamento del Piano, prende atto con non pochi “sensi di colpa” e ritardi delle censure che arrivano dalla Regione.

La pianificazione che era necessaria, anzi drammaticamente necessaria dopo gli effetti devastanti dell’alluvione del 2006, non c’è stata fino a oggi: anzi il Piano della Prociv fin qui non è stato rifatto, anche per via delle osservazione contrarie con cui l’Autorità di Bacino ha stroncato il Pai (Piano di assetto idrologico).

E se l’assessore comunale Lorenzo Lombardo annuncia che si è in attesa di un decreto della Regione per incassare i richiesti 400.000 euro e adeguare l’indecorosa struttura che sorge negli ex mercati generali, analogo senso di sospensione e di attesa – nell’intervista concessa per il telegiornale di LaC – l’amministratore lo trasmette anche rispetto ai rilievi al Pai: «Il Piano di protezione civile lo stiamo portando avanti sul presupposto che le nostre repliche alle osservazioni della Regione vadano bene».

Insomma incertezza amministrativa e finanziaria, in un settore che gli 11 anni trascorsi dall’alluvione ad oggi – col corollario dei lutti, devastazioni e processi infiniti – non ha minimamente “messo in sicurezza” con Piani adeguati. Eppure, entro marzo, ripetono gli amministratori, la proposta di Piano che gli uffici sono sul punto di completare verrà sottoposta alla commissione consiliare per riavviare un iter politico che non è per nulla scontato.

I cambi che il documento ha dovuto subire, per le prescrizioni della Regione nella zona delle Marinate, diventeranno oggetto di scontro politico sulle aree indicate per i vari servizi in caso di emergenza e di evacuazione?