lunedì,Maggio 17 2021

Sciolta la Polizia provinciale, l’amarezza del personale

Un altro effetto della legge di riordino delle Province. A Vibo diciannove lavoratori in mobilità, 70 in tutta la regione. «Così il governo salverà l’Italia».

Sciolta la Polizia provinciale, l’amarezza del personale

La Legge n. 125 del 2015, in applicazione alla Legge 56/2014 (cosiddetta Riforma Delrio) stabilisce che da domani, 1 novembre 2015, le Polizie provinciali verranno dismesse. I dipendenti verranno inclusi nel portale di mobilità nazionale per una nuova ricollocazione. «Per 14 anni, in questa provincia, la Polizia provinciale ha svolto la vigilanza e il controllo ittico-venatorio, ambientale, servizi di polizia stradale e di ordine e sicurezza pubblica. Presenti sul territorio in ogni occasione, in particolare nei periodi di grandi emergenze che questa terra ha sofferto, dalla tragica alluvione del 2006 alla frana di Maierato, a tutti gli eventi alluvionali abbattutisi, all’attività quotidiana a tutela e prevenzione senza trascurare i dovuti interventi di repressione a fronte di situazioni contingenti».

È amaro il commento del personale di Polizia provinciale di Vibo Valentia nel prendere atto del provvedimento che, da domani, li porrà in mobilità e quindi in una condizione lavorativa estremamente incerta. Situazione che, per il personale, non può essere derubricata senza una considerazione: «il governo trasferisce le funzioni alle regioni. La Regione Calabria dichiara però che non può ricollocare il personale di vigilanza ma si riprende solo le competenze», di fatto «con la soppressione della Polizia provinciale si perde una professionalità specializzata nell’ambito della tutela del territorio, nella lotta ai crimini ambientali, al fenomeno del bracconaggio ed in genere allo sfruttamento criminale dell’ambiente e degli animali».

Ad essere tradito, secondo quanto sostenuto dagli interessati, è «anche il principio indiscusso di buona amministrazione che avrebbe dovuto vedere il personale impegnato nelle funzioni delegate a seguire quelle funzioni. Ma per la Calabria – evidenziano – non è così. Mentre le altre regioni d’Italia stanno cercando di mantenere lo stato di vigilanza ambientale riallocando il personale, la Calabria continua a disperdere risorse in contratti di collaborazioni esterne mettendo in discussione 14 anni di lavoro quasi che il più grande dispendio per la politica regionale era quello di riallocare 70 dipendenti e in tutta la Calabria». Addirittura a Vibo il problema si pone per 19 dipendenti. «Dobbiamo dire grazie alla politica – insistono – che ha creato e alla politica che ha dismesso, svuotando il ruolo professionale di chi per anni ha maturato competenza e attitudini in materia, contribuendo a contenere le azioni di vigilanza del territorio, senza parlare degli introiti che l’attività di vigilanza ha portato nelle casse degli enti».

Non resta che rivendicare l’orgoglio di «aver svolto con dignità e professionalità il nostro lavoro a servizio di questo territorio che ha tanto bisogno di vigilanza. Rimane l’amarezza di avere creduto con forza ad una politica di svolta a favore del bene di questa provincia. A fronte di tutte le battaglie, delle lotte intraprese, degli incontri a nostre spese con vertici nazionali, regionali e provinciali, rimane esclusivamente il fatto che solo le Polizie Provinciali sono state sciolte. Probabilmente il governo così facendo salverà L’Italia».

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