“Rinascita-Scott”: resta in carcere il sindaco di Pizzo Callipo – Video

Il dimissionario primo cittadino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e abuso d’ufficio aggravato
Il dimissionario primo cittadino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e abuso d’ufficio aggravato
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Gianluca Callipo

Resta in carcere il sindaco di Pizzo Calabro, Gianluca Callipo, 38 anni, arrestato nell’inchiesta “Rinascita-Scott” della Dda di Catanzaro e dei carabinieri. Il Tribunale del Riesame ha infatti rigettato il suo ricorso. Il sindaco di Pizzo Calabro (difeso dall’avvocato Armando Veneto), dimessosi dall’incarico dopo l’arresto, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa in quanto sarebbe stato in “diretto contatto con i vertici dell’organizzazione criminale operante a Pizzo (in particolare, la famiglia Mazzotta) e San Gregorio d’Ippona (famiglia Razionale – Gasparro). Gianluca Callipo è accusato di aver omesso i dovuti controlli sulle attività di interesse del sodalizio, garantendo a Salvatore Mazzotta, 29 anni, originario di Soriano ma residente a Pizzo (ritenuto fra i principali esponenti mafiosi di Pizzo), ed a tutta la famiglia Mazzotta “condotte amministrative favorevoli e, segnatamente, la prosecuzione dell’attività imprenditoriale della società “Ittica Paola di Mazzotta Francesca”, anche in cambio del sostegno elettorale offertogli  in occasione delle elezioni comunali dell’11 giugno 2017 dal sodalizio criminale napitino capeggiato dallo stesso Mazzotta. [Continua dopo la pubblicità]

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Il sindaco Callipo avrebbe consentito poi la prosecuzione dell’attività imprenditoriale del ristorante “Mocambo”, gestita da Francesco Isolabella, amministratore unico della società Futura srl, attività esercitata all’interno di un immobile poi rilevato dalla C.T.S. Invest s.r.l. (di cui risulta socio il medesimo Gianluca Callipo) e di interesse del boss di San Gregorio d’Ippona Saverio Razionale e Gregorio Gasparro, 48 anni, anche loro arrestati.

Salvatore Mazzotta

Abuso d’ufficio con l’aggravante mafiosa è quindi l’ulteriore accusa per il sindaco Gianluca Callipo, il comandante della Municipale Enrico Caria, Paola De Caria, 48 anni, Francesca Mazzotta, 24 anni, Salvatore Mazzotta, e Maria Alfonsina Stuppia, a capo dell’ufficio dell’ufficio Urbanistica del Comune di Pizzo. I due Mazzotta e De Caria, secondo l’accusa, sarebbero stati i beneficiari e gli istigatori delle condotte omissive degli altri indagati che avrebbero omesso di compiere qualsiasi atto amministrativo che potesse dare effettivo e concreto esito alla ordinanza emessa in data 15 aprile 2013 dall’ufficio urbanistico del Comune di Pizzo avente ad oggetto la demolizione di opere abusive e il contestuale rispristino dello stato dei luoghi e la restituzione dell’immobile al Comune, nonché la delibera di sgombero forzato della stessa amministrazione comunale. Le due ordinanze fanno riferimento a dei box commerciali.

Il conflitto di interessi di Callipo e il Mocambo. Sempre riguardo alla vicenda del Mocambo, l’accusa di concorso in abuso d’ufficio con l’aggravante delle finalità mafiose viene contestata a Gianluca Callipo, al comandante dei vigili Enrico Caria, a Maurizio Fiumara, 63 anni, di Francavilla Angitola, Gregorio GasparroSaverio RazionaleFrancesco Isolabella, 70 anni, Daniele PulitanoMaria Alfonsina Stuppia (dirigente dell’Urbanistica) e all’assessore ai servizi sociali ed all’Urbanistica Pasquale Marino. Il 19 giugno 2015 l’ufficio Urbanistica del Comune di Pizzo aveva emesso un’ordinanza di revoca dell’agibilità dei locali del Mocambo per mancanza di regolare allaccio alla rete fognaria.

Il boss Saverio Razionale

Il 26 giugno 2017, quindi, veniva revocata alla società Futura srl l’autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande e l’autorizzazione di affittacamere al locale “Mocambo”. Tre giorni dopo, però, con ordinanza dell’ufficio Commercio del Comune di Pizzo, a firma di Enrico Caria veniva disposta sospensione della revoca autorizzazione di somministrazione di alimenti e bevande prima citata; in secondo luogo in data 27 luglio 2017 la responsabile del settore Urbanistica del Comune di Pizzo, Maria Alfonsina Stuppia, disponeva la sospensione della revoca dell’agibilità dei locali. Con tali condotte sarebbe stato intenzionalmente procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale a Maurizio Fiumara, Saverio RazionaleGregorio Gasparro, Francesco Isolabella e allo stesso sindaco Gianluca Callipo, quest’ultimo “in conflitto di interessi e in violazione del dovere di astensione”. Così facendo, sarebbe stato consentito a Francesco Isolabella (amministratore della Futura srl) ed Saverio Razionale e Gregorio Gasparro (soci occulti della società)  di mantenere la gestione del Mocambo.

La stessa struttura turistico-alberghiera è stata poi acquisita da Gianluca Callipo e da Maurizio Fiumara (rispettivamente in qualità il primo di socio e il secondo di amministratore unico della società “C.T.S. Costruzioni Sud spa”) mediante procedura fallimentare.