giovedì,Aprile 15 2021

Anziano fatto annegare a Pizzo: ripreso il processo in Corte d’Assise

Contestati i reati di omicidio volontario e rapina aggravata. A Catanzaro di scena i testimoni dell’accusa per l’omicidio di Giglio Palmo Ciancio

Anziano fatto annegare a Pizzo: ripreso il processo in Corte d’Assise

Nuovi testi in Corte d’Assise a Catanzaro per il processo che vede imputati Dorel Varga, 39 anni, e Stela Gyongyi Rezmuves, 38 anni, per concorso in due rapine aggravate e omicidio volontario. I due al fine procurarsi un ingiusto profitto, avrebbero colpito alla nuca con un colpo contundente Giglio Palmo Ciancio, 79 anni, di Pizzoni, nelle Preserre vibonesi, sottraendogli poi 800 euro ed il telefono cellulare. Fatti avvenuti a Pizzo Calabro, in località “Stazione”, fra il 5 ed il 6 agosto 2015. La coppia rumena – senza una fissa dimora, ma abitando alternativamente a Rosarno, Nicotera ed altri centri del Vibonese – avrebbe quindi trascinato l’anziano, privo di conoscenza, in mare dove è poi annegato.

Altra contestazione di rapina si riferisce invece ad un episodio accaduto il 18 agosto 2015 ed in questo caso la coppia avrebbe agito con un complice ancora da identificare. Vittima delle “attenzioni” del gruppo sarebbe stato L.V., di Vibo Marina, aggredito alle spalle, colpito con un pugno e con reiterati colpi in diverse parti del corpo. La vittima, dopo aver per questo perso conoscenza, è stata rapinata di 50 euro, quattro anelli in oro ed un girocollo munito di due ciondoli del valore complessivo di circa mille euro.

Nel corso del dibattimento è stato oggi ascoltato in Corte d’Assise il colonnello Stefano Leccia in servizio alla sezione navale delle Guardia di finanza di Vibo Marina. Dai tabulati telefonici i carabinieri sono riusciti a ricostruire tutti gli spostamenti del pensionato risalendo pure agli utilizzatori della sua scheda telefonica una volta rubatogli il telefonino. La coppia rumena avrebbe infatti commesso “l’errore” di utilizzare la scheda telefonica del telefonino della vittima in altri telefoni, “manovra” che ha permesso agli inquirenti di individuare i telefoni utilizzatori della sim del pensionato scomparso ed ucciso. Sono stati così riscontrati e ricostruiti pure altri contatti fra la coppia rumena ed altre vittime.

Il teste su domanda dell’avvocato Giuseppe Di Renzo – che difende Dorel Varga – ha detto però oggi in aula di non ricordare in ordine agli accertamenti finalizzati ad individuare il telefono cellulare come quello in uso alla vittima.

La Corte ha quindi aggiornato il processo al 22 giugno prossimo. Per tale udienza è previsto l’esame del medico legale, Katiuscia Bisogni, che ha effettuato l’autopsia sul cadavere dell’anziano ritrovato annegato, della dottoressa Paola Di Simone, direttore tecnico e capo biologo del gabinetto regionale della polizia scientifica di Palermo, e del maresciallo Gennaro Varallo della Tenenza di Rosarno.

La ricostruzione degli investigatori. Il corpo di Palmo Giglio Ciancio è stato ritrovato in acqua alla Marina di Pizzo con il pantalone girato al rovescio ed appesantito da pietre. Un tentativo da parte dei suoi aggressori di simulare un suicidio da parte dell’anziano. Secondo le risultanze investigative, il pensionato dopo alcuni contatti telefonici, ed una colazione consumata in un bar di Pizzoni la mattina del 5 agosto 2015, si sarebbe incontrato con la donna rumena nei pressi dell’ospedale di Vibo Valentia per poi raggiungere insieme Pizzo. L’acquisizione delle immagini delle telecamere da parte dei carabinieri ha immortalato” il passaggio della vittima a bordo della sua motoape in compagnia della donna rumena sia a Vibo che a Pizzo, mentre l’analisi dei tabulati telefonici si è rivelata di fondamentale importanza investigativa in quanto ha permesso di individuare tutti i contatti prodromici all’appuntamento rivelatosi fatale.

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