Omicidio Palmieri a Paravati, la dura condanna del sindaco Giordano

Il primo cittadino di Mileto esprime parole di biasimo e si dice «fortemente rattristato per il brutale delitto commesso ai danni di un'altra giovane vita»
Il primo cittadino di Mileto esprime parole di biasimo e si dice «fortemente rattristato per il brutale delitto commesso ai danni di un'altra giovane vita»
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Il Comune di Mileto e nel riquadro Giordano
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A poche ore dall’efferato omicidio del 27enne Francesco Palmieri, perpetrato nel borgo antico della frazione Paravati, arrivano le dure parole di condanna del sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano. Al riguardo, il primo cittadino si dice «fortemente rattristato per il brutale omicidio commesso ai danni di un’altra giovane vittima del luogo. Non conosciamo le ragioni che abbiano potuto indurre all’insano gesto – sottolinea – ma nessun motivo può giustificare quanto successo. Un atto criminale che ricaccia la nostra comunità in tempi ed episodi bui, alle prese con le nuove e antiche emergenze, che fa riflettere sulla mancanza di valori di cui questi atti sono portatori. Tale carenza di valori, però – aggiunge -, non appartiene alla nostra comunità, e men che meno a quella più specifica di Paravati, invece operosa e rispettosa, ora impegnata in un’opera di solidarietà sociale, attraverso il volontariato spontaneo e disinteressato, nei confronti dei più deboli e disagiati».

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Nel suo intervento Giordano mette, poi, in rilievo la «luce funesta» che l’insano gesto ha portato all’interno della comunità miletese. Il che «deve maggiormente farci riflettere ed impegnare sulla necessità, a partire da subito, di tenere tutti comportamenti costruttivi, che servano a infondere, soprattutto nei giovani, sentimenti positivi e di rispetto dei valori fondamentali della vita».

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Un pensiero viene, anche, rivolto dal sindaco ai genitori e ai parenti della giovane vittima, «che sicuramente non avrebbero mai potuto immaginare di dover essere sottoposti ad una così dura prova. A loro vanno le condoglianze e la vicinanza umana di tutta l’amministrazione comunale». Infine, l’invito ai giovani – amici della vittima – «a reagire con comportamenti positivi, avendo come obiettivo di contribuire, anche con semplici gesti quotidiani, alla creazione di un tessuto sociale fondato sui valori della fratellanza, della solidarietà e della Comunità, che rigettino la sopraffazione». Virtù uniche, «in grado di costruire una società tollerante, ove le questioni possano risolversi senza l’uso della violenza e con il rispetto di tutti».

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