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Struggente lettera indirizzata alla giovane di Rombiolo deceduta a causa di un male incurabile, da coloro che lei definiva “i miei angeli custodi”: Mimmo e Andrea, che con la 21enne vibonese hanno condiviso il calvario della malattia

Mimmo e Andrea al fianco di Stefania Restuccia fino alla fine
Cronaca

«Cara Stefy, non ci sono parole per descrivere il nostro stato d’animo. Non possiamo far altro che conservare i ricordi delle belle giornate trascorse assieme. In quel periodo in cui eravamo così vicini, ci hai saputo regalare i più bei sorrisi, confidandomi tanti tuoi pensieri e progetti che volevi realizzare».

È uno struggente messaggio, denso di emozione ed affetto, quello che Cosimo Andriani e Andrea Capolongo, rivolgono attraverso le pagine de Il Vibonese alla cara memoria di Stefania Restuccia, la 21enne di Rombiolo scomparsa nei giorni scorsi a causa di un male incurabile dopo un periodo di grande sofferenza. I due giovani, che Stefania chiamava “i miei angeli custodi”, hanno condiviso con la ragazza vibonese il difficile e doloroso periodo di terapia che l'aveva portata in cura al Policlinico Umberto I di Roma, dov’è infine deceduta.

Cosimo, detto “Mimmo”, e Andrea erano con al suo fianco quando Stefania incontrò Papa Francesco che ebbe per lei parole di affetto e una carezza. I due giovani così ricordano l’amica prematuramente scomparsa: «Sei stata capace di insegnarci che in qualsiasi necessità e difficoltà non bisogna gettare mai la spugna, ma andare avanti. La tua forza di volontà di combattere ci colpiva, il tuo altruismo e la tua limpidezza facevano in modo che ci conoscessimo da secoli. A volte ci metteva a disagio, eri tu che ci davi una mano. Mi dicevi: “Mimmo mio tu fai veramente del bene, tranquillo angelo mio sono con te”. E sì Stefy a tutti dicevi che io e Andrea eravamo i tuoi angeli custodi, eravamo una sola famiglia. In cuor tuo sai chi ti ha voluto del bene sincero e non sarà mai abbastanza troppo per dirti: “Grazie per averci fatto entrare nel vostro amore e nella vostra semplicità”».

L’ultimo saluto di Rombiolo alla “guerriera della luce” Stefania Restuccia (VIDEO)

E ancora, è l’amico a parlare con il cuore in mano: «mi mancheranno le nostre torte fatte a quattro mani. Quotidianamente ci tenevamo all’opera e con il tuo modo travolgente mi cercavi: “Mimmo sali su! Monto la panna e te le nova, Andrea invece mangia!”. Il tuo dolce preferito era il pan di stelle. Quanta dolcezza che ci mancherà, quante risate, quante chiacchiere. Confidavi in Gesù, dicevi che bisognava cercarlo di più, volevi pregare il rosario tutte le sere: “Mimmo mio voglio che mi operino, dai prendi la Madonnina, la coroncina e iniziamo”. Ogni sera, anche quando il dolore si faceva sentire forte, davvero offrivi la sofferenza al Signore».

Anche nella sofferenza, il ritratto che emerge della 21enne di Rombiolo, è di ragazza innamorata della vita. «Alla mezzanotte del tuo ventesimo compleanno - proseguono nel ricordo gli amici di Stefania -, abbiamo fatto finta di dimenticarlo. Piangevi, dicendo a tua mamma: “Proprio stasera dovevano dimenticarlo? Si sono dimenticati di farmi gli auguri!”. Ma la sorpresa che seguì ti riempì il cuore e non finivi mai di ringraziarci: “Il mio angelo non poteva dimenticarsi”, dicevi. Ma tu meritavi tutto e di più e nelle nostre possibilità abbiamo fatto di tutto per alleviare le tue sofferenze. Il giorno del tuo compleanno avevi tutti i tuoi amici che ti volevano tanto bene lì con te ed è stata pura emozione. Una festa tanto desiderata per dimenticare il resto che vivevi».

Quindi, l’insegnamento tratto dal dolore della perdita: «Adesso basta sorellina, altrimenti mi dilungherei per molto, è inevitabile ricordare la tua forza e il tuo coraggio, ci sono tantissimi ricordi che vivranno in noi. Grazie Stefania dei tuoi consigli, della tua bella poesia che ci hai dedicato e tante altre cose che tu sai, grazie per la tua testimonianza di fede e per il tuo insegnamento di vita. Grazie Mimmo e Maria per essere stati i nostri secondi genitori. Siete stati dei Grandi e non dovete mai dover pensare il contrario, promettetecelo. Esistono dolori con non si possono evitare né cancellare, possiamo solamente conviverci nella consapevolezza che il Signore, al quale Stefania affidava la sua esistenza, ci tenga riservato un posto al suo fianco. Come diceva la nostra Stefy: “Se devi piangere pensa a qualcosa di bello e vedrai che pian piano riderai”».

E ancora l’esortazione rivolta ai genitori della giovane: «Mimmo e Maria guardate sempre il mare, come il colore stupendo dei suoi occhi, guardate in fondo, sempre più lontano, perché quella sarà la vostra meta da oggi in poi, il suo bel ricordo e la voglia di continuare a vivere, e non importa se ci saranno tante onde da cavalcare o tempeste chi ci riporteranno a riva, ma con forza e coraggio bisogna guardare al domani, sempre uniti come eravate voi. Ora mi direte che è difficile, ma sarà lì che la troverete. Stefania mia per te eravamo i tuoi angeli custodi, ma adesso sei tu il nostro più bello, che non ci lascerà mai, che ci proteggerà per sempre. Per adesso il nostro è un “arrivederci”. Ti vogliamo bene. Gli “Angeli” Mimmo e Andrea».

A loro, ai suoi “angeli custodi”, Stefania Restuccia aveva dedicato una poesia pregna d’affetto e riconoscenza:

Gli Angeli

Loro non hanno le ali
ma io li conosco e sono reali
uno più chiaro e uno scuro
piano piano stanno abbattendo il mio muro
ti aiutano in tutti i modi
e li chiamano Custodi.
Sono entrati nel mio cuore
a passo lento, senza far rumore
facendomi capire che il dolore sarà sempre abbattuto dall’amore.
Li ho conosciuti attraverso il destino
e loro riescono a stare bene anche solo vicino al mio cuscino
all’improvviso regalano un sorriso
che fa diventare rosso il mio viso.
Scrivo queste rime non perché conviene
ma semplicemente perché vi voglio bene.

Lacnews24.it
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