“Adotta una buca”, con bitume e pala sulle strade vibonesi per scongiurare nuove tragedie (VIDEO)

L’iniziativa autonoma di un gruppo di cittadini stanchi di aspettare l’intervento degli Enti pubblici. Una campagna di cittadinanza attiva, nata sui social e partita sulla “Strada del Poro”, che punta a fare proseliti per “dare uno schiaffo alla mala politica”

L’iniziativa autonoma di un gruppo di cittadini stanchi di aspettare l’intervento degli Enti pubblici. Una campagna di cittadinanza attiva, nata sui social e partita sulla “Strada del Poro”, che punta a fare proseliti per “dare uno schiaffo alla mala politica”

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L'intervento sulla strada del Poro

Una provocazione, ma concreta. “Un gioco, ma non troppo”. Un modo per richiamare l’attenzione su una questione che assume ormai contorni drammatici ma che, nonostante ciò, sembra essere divenuta quasi una norma. Un oggetto di una malsana rassegnazione. È, quindi, anche un modo per “uscire dalla frustrazione”.

Le strade calabresi, e quelle vibonesi in modo particolare, versano ormai in condizioni drammatiche. Buche, avvallamenti, autentiche voragini imperversano sulle principali arterie della viabilità provinciale mettendo quotidianamente a rischio l’incolumità di migliaia di automobilisti, per non parlare dell’efficienza di centinaia e centinaia di veicoli.

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Non si contano più gli incidenti, i danni alle autovetture, i rischi che, per una manovra repentina effettuata per evitare una buca, si possa finire fuori strada e trasformare un normale spostamento in una tragedia. Ed ecco la “provocazione”, lo schiaffo dato dritto in faccia a chi sul problema non interviene. C’è chi, infatti, ha deciso di rimboccarsi le maniche, di vincere la rassegnazione e darsi da fare in prima persona senza aspettare che a porre rimedio al problema siano gli enti preposti, Provincia in primis.

Una “provocazione” che prende forma nella campagna “Adotta una buca salva una vita” lanciata via Facebook da alcuni cittadini stanchi di aspettare. Armarsi di bitume e pala, e riparare autonomamente le buche, lo scopo dell’iniziativa. Facendone però, con l’aiuto del noto social network un gesto pubblico, rivoluzionario. Che punta apertamente a fare proseliti.

Un’iniziativa partita non a caso lungo una strada simbolo della provincia, la provinciale n. 17 che dal capoluogo Vibo Valentia conduce a Tropea attraversando il Monte Poro, principale rotta stradale del turismo della provincia e al contempo arteria devastata da buche e crepe sul manto bituminoso. Una scelta non casuale, come detto, visto che proprio lungo quella provinciale, in località “Laccu” del comune di Filandari, si è verificato nei giorni scorsi un grave incidente che ha visto coinvolta una jeep dei Vigili del fuoco. Sinistro che, sebbene non vi siano ancora elementi certi in merito, in molti hanno ricondotto proprio alle condizioni della strada.

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Lo spirito dell’iniziativa è ben descritto sulla pagina Facebook “Adotta una buca salva una vita” creata per diffondere la campagna: «Scopo del gruppo – vi si legge – è quello di divulgare lo scempio in cui versano le strade e i pericoli che ogni giorno corre chi le attraversa. Quando abbiamo deciso di creare il gruppo e realizzare l’iniziativa che di seguito vedrete in un video e in delle foto avevamo raccolto già tante testimonianze di incidenti: macchine devastate e anche qualche trauma cranico, ma ancora per fortuna non ci risultavano danni importanti alle persone. Purtroppo però come temevamo il fatto non ha tardato a presentarsi (l’incidente alla jeep dei Vdf, ndr). Altro scopo attivo del gruppo è quello di esortare i cittadini a non aspettare. Con 5 euro e mezz’ora di tempo risolviamo un problema e diamo uno schiaffo alla burocrazia e alla mala politica».

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Quindi la chiamata all’azione: «Molti mi continuano a chiedere – si legge in un post – come possono aiutare questa iniziativa. Facile. In due modi: riparando una buca e raccontandolo poi sulla pagina. Le testimonianze sono più importanti della buca riparata. Tappate una buca… anche solo una e poi raccontatelo in questo gruppo, fate un video o foto. L’unione fa la forza».