‘Ndrangheta: processo “Costa pulita” a Vibo, i giudici si astengono

Accolta l’istanza dei difensori dell’imputato Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”. I componenti del Collegio si sono già pronunciati in “Black money” per il medesimo reato associativo

Accolta l’istanza dei difensori dell’imputato Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”. I componenti del Collegio si sono già pronunciati in “Black money” per il medesimo reato associativo

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Falsa partenza a Vibo Valentia per il processo “Costa pulita” contro i clan Mancuso di Limbadi e Nicotera. Il Grande di Parghelia e Accorinti-Bonavita-Melluso di Briatico. Il presidente del Collegio Lucia Monaco ed i giudici a latere Giovanna Taricco e Pia Sordetti hanno infatti accolto l’istanza di astensione presentata dagli avvocati Francesco Sabatino e Francesco Calabrese, difensori di Pantaleone Mancuso, alias “Scapuni”. I tre giudici si sono infatti già espressi sul processo “Black money” dove era contestato il medesimo reato associativo ora di nuovo contestato a Pantaleone Mancuso in “Costa pulita” (416 bis, associazione mafiosa).

In particolare, il giudice Lucia Monaco è stata il gip che ha convalidato nel 2013 i fermi dell’operazione “Black money”, mentre Giovanna Taricco e Pia Sordetti sono i due giudici a latere che hanno emesso la sentenza il 17 febbraio del processo “Black money a Vibo. Da qui l’astensione dei tre giudici per incompatibilità a trattare il processo “Costa pulita” e atti al presidente del Tribunale di Vibo, Alberto Filardo, per l’accoglimento definitivo della richiesta di astensione dei tre giudici e l’individuazione di un nuovo Collegio. Si tornerà in aula il 24 luglio.

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