domenica,Giugno 20 2021

Rinascita-Scott: 39enne di Vibo passa ai domiciliari

È accusato dei reati di associazione mafiosa e danneggiamento a colpi di fucili dopo uno scontro fra il clan Accorinti di Zungri e la ‘ndrina dei Pardea

Rinascita-Scott: 39enne di Vibo passa ai domiciliari

Lascia il carcere per gli arresti domiciliari, Vincenzo Tassone, 39 anni, di Vibo Valentia, coinvolto nell’inchiesta “Rinascita-Scott”, ed accusato dei reati di associazione mafiosa, con il compito di custodire le armi del clan Pardea da utilizzare per le azioni delittuose, e danneggiamento aggravato dalle modalità mafiose (in concorso con Francesco Antonio Pardea, Domenico Macrì, Michele Camillò, Giuseppe Camillò, Domenico Camillò cl. ’94, e Luigi Federici) per l’esplosione di colpi d’arma da fuoco (fucile calibro 12) ai danni di un’autovettura. Vincenzo Tassone era stato tuttavia arrestato solo per il reato di concorso in illecita detenzione del fucile usato per il danneggiamento.

La decisione è del Tribunale del Riesame di Catanzaro che ha accolto i rilievi prospettati dall’avvocato Giuseppe Di Renzo. Vincenzo Tassone risiede in provincia di Varese ed anche per questo i giudici ritengono adeguate le esigenze cautelari attraverso la misura degli arresti domiciliari, essendosi attenuta la possibilità di reiterazione del reato o di contatti con i vibonesi concorrenti nel reato contestato. Secondo l’accusa, il danneggiamento a colpi di fucile sarebbe avvenuto – in data 14 gennaio 2018 – per punire la vittima nell’aver appoggiato Michelangelo Barbieri di Cessaniti – ritenuto vicino al clan degli Accorinti di Zungri – in occasione di uno scontro degenerato in vie di fatto tra questi e alcuni esponenti del clan Pardea di Vibo.

Rinascita Scott, scarcerato assistente giudiziario del Tribunale di Vibo

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