‘Ndrangheta, appalti truccati per favorire il clan Piromalli: i nomi degli arrestati

Colpito il profilo imprenditoriale del sodalizio criminale operante a Gioia Tauro. Sigilli a beni e aziende per 103 milioni. Indagato il deputato leghista Furgiuele
Colpito il profilo imprenditoriale del sodalizio criminale operante a Gioia Tauro. Sigilli a beni e aziende per 103 milioni. Indagato il deputato leghista Furgiuele
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Appalti pilotati per favorire le cosche di ‘ndrangheta, arresti in Calabria.  Numerosi provvedimenti cautelari personali e patrimoniali nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Vibo Valentia, Messina, Palermo, Trapani, Agrigento, Benevento, Avellino, Milano, Alessandria, Brescia, Gorizia, Pisa, Bologna e Roma.

I reati contestati

Le indagini hanno portato alla luce l’esistenza di un cartello criminale composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione ed altri gravi reati.

I provvedimenti cautelari

Personali, nei confronti di 63 persone – imprenditori e pubblici ufficiali – ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche aggravate dall’agevolazione mafiosa – nonché abuso d’ufficio e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, così distinti:

14 arresti domiciliari, nei confronti di Francesco Bagalà  cl. 77, Francesco Bagalà cl. 90,  Giorgio Morabito, Angela Nicoletta,  Carlo Cittadini, Giorgio Ottavio Barbieri, Cristiano Zuliani, Francesco Migliore, Filippo Migliore, Alessio La Corte, Vito La Greca, Francesco Mangione, Giovanni Fiordalismo, Domenico Gallo.

20 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di: Pierluigi Risola, Antonino Crea, Michele Gabriele, Santo Fedele, Giuseppe Currenti, Francesco Fedele, Bruno Polifroni, Santo Custureri, Luigi Bagalà, Alessandra Campisi, Caterina De Giuseppe, Marzia Granchi, Pietro Pileggi, Antonino Quattrone, Domenico Coppola, Santo Gagliostro, Vincenzo Bressi, Maria Alati, Luca Giachetti, Simona Castiglione.

29 divieti temporanei di esercitare attività imprenditoriale, nei confronti di Andrea Amato, Antonio Barbaro, Francesco Cuambriello, Antonio Cilona, Sergio Cittadini, Giuseppe Cosentino, Demetrio De Angelis, Francesco Deraco, Gianluca Fiore, Iacopo Granchi, Rossano Granchi, Angelo Sebastiano Locatelli, Giuseppe Loprete, Leonardo Maiolo di Arena, Mattia Mattogno, Domenico Maugeri, Ludovica Giuseppina Miceli, Giovanni Oliveri, Giuseppe Patrice Oliveri, Antonino Papalia, Alessandro Piccirilli, Francesco Pileggi, Fortunato Igor Pisano, Vincenzo Polifroni, Carlo Pollaccia, Giovanni Romano di Mileto, Agostino Ruberto, Giovanni Todarello, Francesca Trunfio. 

I provvedimenti patrimoniali – su un importo complessivamente quantificato in oltre 103 milioni di euro costituito dall’intero patrimonio aziendale di 36 imprese/società, nonché dalle disponibilità finanziarie (rapporti bancari/finanziari/assicurativi e partecipazioni societarie) di 45 indagati.

Tra gli indagati dell’operazione denominata Waterfront figura anche il deputato della Lega Salvini Premier Domenico Furgiuele.