La proposta dei sanlucoti a Mantella: sequestrare il patron Despar Gatto – Video

Le clamorose rivelazioni dell'ex killer e padrino alla Dda di Catanzaro e ai carabinieri. Stavano studiando i movimenti dell'imprenditore ma il sequestro avrebbe fatto rumore e disturbato gli affari del boss Rosario Fiarè e dei Mancuso. «Gli dissi che lo potevano rapire a Cosenza»
Le clamorose rivelazioni dell'ex killer e padrino alla Dda di Catanzaro e ai carabinieri. Stavano studiando i movimenti dell'imprenditore ma il sequestro avrebbe fatto rumore e disturbato gli affari del boss Rosario Fiarè e dei Mancuso. «Gli dissi che lo potevano rapire a Cosenza»
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Volevano riportare le lancette del tempo all’epoca dell’Anonima sequestri. E i sanlucoti proposero “l’affare” ad Andrea Mantella. L’ex padrino emergente di Vibo Valentia, poi divenuto collaboratore di giustizia chiave per le indagini della Direzione distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri, fa anche i nomi dei due emissari della “Mamma”: «Gianni Giorgi e Giovanni Pizzata».

È l’8 settembre del 2016, quartier generale del Ros dei Carabinieri, Roma. Mantella sostiene il suo sedicesimo interrogatorio e svela un progetto clamoroso: rapire l’imprenditore Antonino Giuseppe Gatto, patron di Despar e del centro commerciale Vibo Center. L’allestimento della nuova city di località Aeroporto, a Vibo Valentia, s’era rivelato un business importante per i clan della provincia che imposero pizzo, calcestruzzi e forniture alle aziende edili impegnate nei lavori di costruzione. Colui il quale, più di ogni altro, aveva messo le mani su tutto quel cemento era Rosario Fiaré, boss di San Gregorio d’Ippona, uno dei pochi, sul territorio, raccontano collaboratori di giustizia, rapporti investigativi e atti giudiziari, considerati al pari dei Mancuso.

La costruzione del Vibo Center aveva concentrato così l’attenzione sull’imprenditore Gatto, del quale – racconta Andrea Mantella – i sanlucoti avevano «già studiato gli spostamenti». Fu proprio il padrino emergente di Vibo Valentia, però, a frenare quei propositi. Un sequestro così eclatante avrebbe guastato gli affari sui lavori di costruzione imbastiti da «Rosario Fiaré, che con me si comportava bene, e con i Mancuso», spiega Mantella. No, a Vibo quel sequestro di persona non si poteva realizzare. «Io gli dissi – chiosa il collaboratore di giustizia – che se volevano potevano sequestrarlo a Cosenza».

Seguono due pagine coperte da “Omissis”.

Per completezza d’informazione i due uomini menzionati da Andrea Mantella, ovvero Gianni Giorgi e Giovanni Pizzata (per un errore materiale nella trascrizione nel verbale è riportato il nome “Piazzarra”) non sono stati compiutamente identificati né risultano indagati con questo nome nelle indagini per le quali la Dda di Catanzaro ha vergato atti resi ostensibili.

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