Laboratorio per la produzione di marijuana nel Vibonese: 29enne lascia il carcere

Il giovane di Briatico ottiene l’ammissione al rito abbreviato. L’appartamento con la scoperta della lavorazione della sostanza stupefacente da parte della polizia risale al 30 marzo scorso

Il giovane di Briatico ottiene l’ammissione al rito abbreviato. L’appartamento con la scoperta della lavorazione della sostanza stupefacente da parte della polizia risale al 30 marzo scorso

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Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Danilo Careglio, 29 anni, di Briatico, arrestato il 30 marzo scorso per i reati di detenzione e spaccio di stupefacenti, furto aggravato e danneggiamento. Il giovane, difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato, ha chiesto di essere giudicato attraverso il rito abbreviato. Scelta che comporta un processo davanti al gup “allo stato degli atti” e che consente, in caso di condanna, di godere di uno sconto di pena pari ad un terzo. Dopo l’ammissione al rito alternativo, l’avvocato Bagnato ha avanzato al giudice per il suo assistito un’istanza per la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari in ragione dell’attenuarsi delle esigenze cautelari, del decorso del tempo e dell’errore materiale nel calcolo delle dosi ottenibili dalla sostanza sequestrata. Il gip, accogliendo i rilievi della difesa, ha quindi revocato la misura cautelare in carcere concedendo i “domiciliari”.

 E’ stata la Squadra Mobile di Vibo Valentia il 30 marzo scorso ad effettuare una perquisizione nell’abitazione di Danilo Careglio (in foto), nel corso della quale  è stata trovata una chiave che apriva la porta di un appartamento posto al piano superiore (la cui serratura era stata sostituita) dove all’interno vi era un vero e proprio laboratorio per la coltivazione, l’essiccazione e lo spaccio di sostanza stupefacente del tipo marjuana.  Una delle stanze era rivestita con carta di alluminio applicata su due pareti e nel corridoio erano presenti una ventola, lampade alogene e fertilizzanti.

Inoltre era stato effettuato l’allaccio abusivo al contatore Enel che serviva per alimentare le attrezzature per l’essiccazione.

Nel corso della perquisirne, la polizia ha poi trovato un chilo e 600 grammi di  sostanza stupefacente adagiata in uno degli scaffali, oltre a diverse banconote, semi di canapa, un bilancino di precisione e alcuni biglietti manoscritti con l’indicazione di cifre numeriche. Il giovane è già gravato da precedenti specifici.

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